La lista di settori in cui Apple ha "flirt" più o meno concreti è alquanto ricca: in testa troviamo di certo automobili, servizi televisivi e... Realtà virtuale, o anche aumentata. Rispetto alle altre due è forse la più sottotraccia, ma ciò non le impedisce periodicamente di riaffiorare come oggetto di interesse e discussione. I primi segnali risalgono al 2013, con l'acquisizione di PrimeSense, azienda specializzata nella rilevazione del movimento ambientale nonché sviluppatrice della prima versione del Kinect di Microsoft. È solo nel 2014, tuttavia, che le attenzioni diventano conclamate, col deposito di brevetti relativi a visori VR e la ricerca di sviluppatori. Aggiungiamo lo shopping del 2015? Uno slalom tra startup, come Metaio e Faceshift, e personalità di rientro, in modo particolare Nick Thompson che aveva lavorato sugli HoloLens di Microsoft. Nessun rallentamento, dato che pure il 2016 promette scintille su questo versante tecnologico.

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Nella conference call in occasione degli ultimi risultati finanziari, Tim Cook non ha voluto nascondersi. La realtà virtuale piace ad Apple e pensa che sia un potenziale mercato di massa dalle applicazioni interessanti. Potremmo leggervi una conferma tra le righe, ma preferiamo non eccedere nelle interpretazioni. Sono piuttosto i segnali ambientali ad aggiungere indizi su indizi; l'incorporazione dell'intelligenza artificiale di Emotient sembra fare buona coppia con Faceshift per eventuali utilizzi VR. Una lista della spesa apparentemente senza fine, che da pochi giorni ha visto il segno di spunta pure su Flyby Media, come riportato dal Financial Times (a pagamento, fonte free TechCrunch). Le relazioni pubbliche in quel di One Infinite Loop hanno poi "cantato" alla maniera usuale per dare l'ufficializzazione: «Apple acquisisce ogni tanto aziende tecnologiche più piccole e di norma non specifica lo scopo né i piani futuri». Il campo operativo di Flyby era prevalentemente quello del riconoscimento e della catalogazione degli oggetti nel mondo reale. Particolare l'applicazione dimostrativa che la startup aveva pubblicato a sostegno delle sue soluzioni, Flyby Messenger. Essa consentiva di inviare a uno dei propri contatti un messaggio associato a uno specifico oggetto; la vicinanza ad esso da parte del destinatario permetteva la lettura o l'ascolto. A solleticare Apple è stata forse anche la collaborazione di peso che Flyby ha intrattenuto negli scorsi anni, quella con Google sul tablet sperimentale "Project Tango".

Parallelamente all'acquisizione di aziende, procede pure la ricerca di nuovi ingegneri specializzati, volta alla creazione di un team segreto dedicato alla realtà aumentata. In pubblico, il nome di più fresca scoperta è quello di Doug Bowman, ex professore dell'istituto Virginia Tech. In privato, tuttavia, l'elenco sarebbe decisamente più corposo, con molti ingressi provenienti da Lytro e Microsoft, in aggiunta al già citato Nick Thompson. Non solo: l'attività nel settore risalirebbe a tempi ben più remoti rispetto a quelli sinora conosciuti, ancora in piena era Jobs, con prototipi di visori che vennero scartati a causa della poca maturità della tecnologia. La creazione di dispositivi test sarebbe ripresa con forza nel corso degli ultimi mesi. Insomma, troppe prove si stanno accumulando per definire tutto quanto un semplice rumor. Non sappiamo se e quando vedremo un prodotto VR commerciale Apple, ma è ormai chiaro che la pentola bolle parecchio. Del resto, quando anche le tue principali rivali stanno lavorando sul medesimo ambito (non senza qualche intoppo, come Google che almeno per ora pare aver accantonato la versione consumer dei Google Glass) diventa quasi impossibile evitare di salire sul treno col rischio di pentirsene amaramente in futuro. Come sempre, terremo d'occhio tutti gli sviluppi che potrebbe avere la prossima big thing proveniente da Cupertino.