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Tim Cook si è recato a Bruxelles per discutere con il presidente dell'Autorità antitrust della Commissione Europea Margarethe Vestager circa l'indagine condotta su Apple. Infatti, come abbiamo già avuto modo di raccontare, Apple avrebbe stipulato alcuni accordi con l'Irlanda al fine di ottenere una tassazione agevolata per le operazioni europee, soprattutto quelle relative alla vendita di brani, film ed app e che avrebbero portato ad un risparmio per le casse di Cupertino pari a $8 miliardi. Ad ogni modo, vi sono da precisare tre aspetti: innanzitutto, l'indagine non riguarderebbe solo Apple, ma anche altri operatori del settore come Google e che, ad un primo controllo dell'OLAF (la Guardia di Finanza europea) alla sede di Apple a Cork, si è appurato che, effettivamente, questa non fosse una installazione di comodo e che i dipendenti lavorassero alacremente. Infine, non si può non ricordare che è la stessa attuale politica comunitaria a permettere queste disparità di trattamento fiscale fra Stati, non essendoci una normativa armonizzata fra i Paesi membri. La visita di Tim Cook, dunque, potrebbe preludere ad un accordo fra Apple e la Commissione Europea su quanto versare per chiudere la vicenda, ricalcando così la linea societaria di effettuare transazioni per chiudere vicende fiscali poco chiare inaugurata lo scorso 30 dicembre con la nostrana Agenzia delle Entrate.