Canon ha presentato oggi la EOS 80D, modello che si posiziona subito al di sotto della 7D Mark II (recensione) e introduce tanti miglioramenti rispetto la 70D (recensione) del 2013, che ha avuto il merito di essere la prima con il Dual Pixel CMOS AF. Il corpo è molto simile alla precedente, robusto e tropicalizzato, con piccoli dettagli migliorativi nella posizione e profilatura di alcuni elementi. Il sensore è un APS-C da 24,2MP, presumibilmente lo stesso presente sulle 750D e 760D (recensione), mentre il processore d'immagine il DIGIC 6.

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Decisamente interessante il lavoro di perfezionamento lato AF, con un nuovo motore da 45 punti, tutti a croce, con ben 27 sensibili fino ad f/8, perfetti per il tracking con l'uso di teleobiettivi e moltiplicatori per la caccia fotografica. Il salto di qualità rispetto i 19 punti della 70D è evidente anche per quello centrale, ora sensibile fino a -3EV. Il Dual Pixel CMOS AF è stato altresì aggiornato per offrire l'inseguimento continuo sia in video che in foto. In pratica basterà tappare sul soggetto da mettere a fuoco e questo rimarrà sempre tale fintanto che si manterrà il pulsante di scatto premuto a metà. Il funzionamento è garantito ovunque nel fotogramma e con fluidità perfetta, tanto che neanche la 1D X Mark II possiede la stessa qualità.

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Davvero molto interessante il metering da 7560 pixel RGB+IR, non solo perché rappresenta un salto consistente dalle 63 zone della precedente, ma anche perché non viene usato solo per verificare l'illuminazione. Questo è in grado di rilevare la frequenza operativa delle luci e di correggere di conseguenza la cadenza degli scatti nella raffica, così fa farli tutti alla massima intensità luminosa ed evitare il flickering.

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L'otturatore raggiunge 1/8000 ed è presente il sistema di riduzione delle vibrazioni dello specchio già visto su Canon 5Ds e 7D Mark II. Lo schermo articolato e touchscreen rimane da 1 milione di punti, ma il mirino basato su pentaprisma ora ha copertura del 100%, mantenendo l'ottimo fattore di ingrandimento di 0,95x. Lato video si nota l'aggiunta del 1080p/50fps, ideale per una migliore qualità ed un minimo di moviola, ed è stata aggiunta l'utile uscita per le cuffie. Da notare che sia questa che l'ingresso per il microfono hanno un nuovo posizionamento molto intelligente, che rendono possibile l'uso della completa articolazione dello schermo anche con i cavi connessi. Ovviamente mancano i profili flat, il focus peaking e lo zebra pattern, cose che Canon sembra voler mantenere esclusività delle proprie cineprese. Piccolo particolare degno di nota è che i microfoni sono ora frontali e ben separati, mentre prima erano molto vicini e in cima.

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A completare il tutto abbiamo una ricca dotazione che include sia Wi-Fi con NFC che il modulo GPS. A memoria mi sembra sia la prima Canon ad averli, una mosca bianca tra le reflex, e combinazione poco diffusa anche nelle mirrorless. Davvero una scelta ottima dato che l'autonomia di queste fotocamere (qui di 960 scatti) ci consente di perdere qualcosa in durata a fronte di pratiche funzionalità aggiunte. La batteria, inoltre, è la nuova LP-E6N.

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Insieme alla 80D è stato presentato anche l'EF-S 18-135mm f/3,5-5,6 IS USM, il quale offre un design aggiornato, migliore qualità costruttiva, stabilizzazione fino a 4 stop ed il nuovo motore "Nano USM". Canon ha creato un po' di confusione con le sigle, infatti sapevamo che gli USM erano più veloci ma gli STM più adatti all'autofocus continuo per la silenziosità e la dolce progressione di avanzamento. Questo, invece, ha i vantaggi di entrambi, con la massima velocità e la migliore resa in abbinata ai Dual Pixel CMOS AF o Hybrid CMOS. Visto che non viene differenziato in nessun modo nella sigla il motore "Nano", è presumibile che saranno così tutti i successivi e che gli STM finiscano in pensione. Si tratta di un passaggio importante perché con la nuova efficienza Canon potrà produrre obiettivi dalle massime prestazioni sia in modalità reflex che in liveview, andando quindi a portare queste funzionalità su tutta la gamma. Attualmente, invece, il motore STM risultava meno veloce e non veniva per questo motivo impiegato negli obiettivi di maggior pregio e qualità, con il risultato che questi ultimi non erano altrettanto efficienti nel video. Creo che prima ancora che per le reflex, il motore sia stato studiato per le cineprese, per le quali potranno quindi arrivare obiettivi migliori in futuro.

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Se proprio si vuole usare la 80D per il video, allora potrebbe interessare l'Adattatore PowerZoom PZ-E1, che consente di modificare la lunghezza focale con una levetta in modo fluido e con due velocità. La cosa molto interessate di questo prodotto secondo me è un'altra, ovvero che abilita il controllo dello zoom via Wi-Fi tramite computer o smartphone. Per il momento è compatibile solo con il 18-135 appena presentato, ma Canon ha promesso altri obiettivi adattabili nel prossimo futuro.

La Canon 80D costerà 1320€ con l'obiettivo da kit 18-135, mentre quest'ultimo da solo avrà un prezzo di 600€. L'adattatore PowerZoom sarà prezzato 160€. Tutti e tre arriveranno ad aprile 2016.