Nelle varie guide sui filtri fotografici che ho pubblicato qui su SaggiaMente mi è capitato di citare spesso i filtri GND Reverse, senza mai aver modo approfondire. Questi filtri sono spesso considerati di nicchia, molto costosi e difficili da usare. Devo in effeetti concordare su tutti e tre gli aspetti, ma sono solo un po' di nicchia, un po' più costosi e un po' più difficili da usare.

Che cosa sono i filtri GND Reverse?

I filtri reverse sono dei filtri neutri graduati (GND) la cui zona più scura (che quindi "blocca" più luce) è posizionata al centro. La gradazione è netta verso il basso e più soft verso l'alto, dove mantiene una intensità di circa 1 stop inferiore rispetto alla zona centrale. Prendiamo in considerazione un filtro reverese da 3 stop e uno da 4, questi avranno le caratteristiche riportate nell'immagine sottostante.

Filtro-reverse-graduato

L'idea alla base dei filtri reverse è semplice: scattando spesso all'alba e al tramonto è molto probabile che la zona più luminosa del cielo sia in realtà quella più vicina all'orizzonte, in quanto il sole é molto basso.

I filtri graduati reverse sono veramente utili?

Se siamo d'accordo con l'assunzione al paragrafo precedente, sarebbe naturale conseguenza trovare molti filtri reverse sul mercato, dopotutto scattare al tramonto e all'alba è sicuramente la situazione ottimale nella fotografia paesaggistica e di viaggio. Ci sono diversi motivi per cui i filtri RGND non sono poi così diffusi, cercherò di riassumerli qui:

  • Lo spessore della zona più scura è deciso in partenza, questo vuol dire che nel caso di lenti ultra grandangolari spinte (da 14 a 18mm su full frame) avremo la zona più scura di una grandezza adeguata, mentre all'aumentare dello zoom ci troveremo con la striscia centrale che copre la maggior parte della zona superiore del frame, di fatto annullando i vantaggi della sfumatura superiore.
  • Si può simulare l'accoppiata ND + RGND utilizzando due GND hard, con il vantaggio di poter scegliere la dimensione della zona più scura. Ne parleremo in un paragrafo a parte.
  • Il processo produttivo è diverso rispetto ai ND e GND, quindi alcune aziende (come Lee Filters) non riescono a produrli.
  • Portano come beneficio l'aumento della gamma dinamica in zone molto luminose, ma post produrre è comunque necessario e fondamentale ancor più che utilizzando filtri GND.

Per questi motivi i GND non sono così comuni, ma possono essere utilizzati con soddisfazione in alcuni casi che cercherò di illustrarne nei paragrafi successivi.

Come e quando utilizzare i filtri reverse

Nel 95% dei casi utilizzerete i filtri reverse in situazioni di luce frontale, ancora più probabilmente con il sole molto basso all'orizzonte che ci illumina direttamente. Questa è la situazione più comune. Per evitare di bruciare quella zona di solito dobbiamo sottoesporre lo scatto (e anche di molto), mentre grazie alla zona più scura del filtro possiamo "salvare" qualche stop in più rispetto al resto del frame. Molto probabilmente staremo usando un grandangolo, come accennato al paragrafo precedente abbiamo i risultati migliori con i grandangoli spinti. Dopo aver inquadrato inseriamo o aggiustiamo il filtro in modo che la zona più scura combaci il più possibile con la zona luminosa. Se anche il sole è nel frame dobbiamo essere ancora più attenti. Probabilmente dovremmo comunque sottoesporre, questo è normale e fondamentale in uno scatto controluce. Per questo motivo la post produzione rimane fondamentale per recuperare le zone più scure. Il vantaggio è nel non avere nessuna zona bruciata e non leggibile, se il Sole è presente qualche punto è inevitabile, ma dobbiamo cercare di limitarlo al Sole stesso.

Filtri graduati reverse da 3 o 4 stop?

Chiunque si sia mai deciso all'acquisto di un filtro reverse ha avuto questo dubbio: tre o quattro stop? L'intensità indicata è della zona centrale del filtro e visto che andrà utilizzato con luce forte e frontale consiglio di puntare sulla maggiore intensità. Anche se avremo posizionato il filtro con estrema cura, soprattutto con un 4 stop, le rifiniture saranno effettuate in post produzione.

Post produzione

Spesso i filtri GND vengono utilizzati per ridurre il tempo passato in post produzione, ma quando ci troviamo di fronte ad una forte luce e utilizziamo filtri particolarmente intensi è necessario agire in fase di sviluppo per bilanciare la scena. In questa sede voglio solo brevemente indicare dove e con quali strumenti farlo: stiamo cercando le zone di transizione del filtro visibili nello scatto finale, nell'esempio qui sotto è palese come il filtro reverse da 4 stop abbia scurito molto la parte superiore della montagna a destra e dell'arco a sinistra, anche la zona della nuvola risulta molto scura.

Utilizzare filtri reverse fotografici

Grazie al reverse non abbiamo bruciato la luce frontale, ma dobbiamo recuperare le ombre sfruttando i comandi "ombre" e "neri" di Lightroom. Con lo strumento pennello andiamo ad agire solo nelle zone interessate, in questo caso sulla collina e sull'arco che sono stati sottoesposte dal filtro. Così abbiamo salvato le luci e corretto gli errori causati dal filtro.

Filtri graduati reverse

Come utilizzare due GND hard per simulare un Reverse + ND

Al secondo paragrafo avevo anticipato la possibilità di poter ottenere un filtro reverse più preciso combinando due filtri graduati hard "classici". Se inseriamo nella slitta un filtro GND 3 stop hard e lo posizioniamo sulla luce e poi ne utilizziamo un secondo, ma al contrario, otteniamo come risultato una striscia dove l'intensità arriva a 6 stop e sul resto del frame abbiamo 3 stop. Quindi sarebbe come utilizzare un ND da 3 stop più un Reverse da 3. Un semplice disegno ci renderà il tutto molto semplice, si ingrandisce con un click.

Trucco per filtri GND reverse

Grazie a questo espediente possiamo variare lo spessore della striscia più scura semplicemente muovendo i due filtri e sovrapponendoli a seconda delle esigenze. In questo modo simuliamo un "vero" GND stripe, cioè solo con una striscia centrale, che sul mercato non esiste. Gli unici aspetti negativi sono che avremo sempre un risultato che simula anche la presenza di un ND su tutto il frame, e se abbiamo solo filtri GND da 3 stop al massimo raggiungeremo un'intensità relativa della striscia centrale di 3 stop. Si tratta di una soluzione intelligente ma che non annulla del tutto la necessita di un filtro reverse in alcune occasioni.

Il filtro reverse fa per me?

Questa è la domanda che dobbiamo fare a noi stessi. Se utilizziamo filtri a lastra, se abbiamo già un kit di ND e GND che ci soddisfa e ci troviamo spesso a scattare all'alba o tramonto, il filtro reverse potrebbe essere un acquisto interessante. I requisiti fondamentali sono conoscere le sue applicazioni e i limiti, avere già un po' di esperienza con altri filtri ed essere in grado di gestire la post produzione necessaria.