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Qualche giorno fa è rimbalzata su tutte le principali testate giornalistiche la notizia dell'ormai famigerato Errore 53 di iTunes che, di fatto, blocca qualsiasi dispositivo iOS a cui è stato cambiato il Touch ID da un centro assistenza non autorizzato da Apple. Infatti, sembra che dall'introduzione di iOS 9 il sistema operativo verifichi se il sensore di impronte è quello originariamente installato e, qualora non lo sia, provvede a bloccare il terminale per evitare l'accesso dei dati da parte di malintenzionati. Inoltre, bisogna aggiungere che l'immagine dell'impronta digitale non viene salvata dal sistema operativo, bensì da un'area inaccessibile del SoC che lavora a stretto contatto con il Touch ID. Dunque, qualora non vi fosse il controllo recentemente introdotto da Apple, sostituendo il sensore con un altro alterato si potrebbe teoricamente accedere ai dati memorizzati nel dispositivo, a patto di non spegnere il dispositivo durante l'operazione di sostituzione del sensore. La salvaguardia dei dati, però, sta per costare ad Apple diverse class action, poiché alcuni studi legali americani ed inglesi vorrebbero citarla in giudizio poiché l'introduzione del controllo di conformità del Touch ID con il resto dell'hardware non è stata opportunamente comunicata agli utenti che quindi non possono rivolgersi a circuiti di assistenza non autorizzati, ma più economici: ricordo che il cambio del Touch ID richiede anche quello del display e, ad oggi, il costo è pari a 150,00 €. Il bilanciamento fra i due interessi, dunque, è abbastanza spinoso: se da un lato vi è il diritto dei consumatori a ricorrere a chiunque per la riparazione del proprio dispositivo (ovviamente, qualora venga effettuata da un centro di terze parti durante il periodo di garanzia questa decade automaticamente, dall'altro vi è l'interesse da parte degli utenti che scelgono iOS per motivi di sicurezza a che i propri dati siano il più possibile al sicuro. Qualora le class action dovessero essere avviate, vedremo se i giudici Vedremo se i Giudici di oltremanica e d'oltreoceano prevarrà fra il diritto dei consumatori di rivolgersi ad un centro assistenza non autorizzato e la garanzia di integrità e di immodificabilità dei dati che, anche in Italia, è un tema sempre più caldo e dibattuto anche sotto il profilo legislativo.