La storia è una parte importante di Apple, nel bene e nel male; aiuta a capire come l'azienda di Cupertino sia arrivata alla realtà che conosciamo oggi. C'è chi preferisce dimenticarsi del periodo di intermezzo tra le due ere Jobs, ma non sono mancati prodotti interessanti in mezzo alla confusione generale. Uno di questi è una tastiera molto particolare: l'Apple Adjustable Keyboard. Introdotta sul mercato nel tecnologicamente lontano 1993, seguiva le tendenze del settore che andavano verso una maggiore attenzione all'ergonomia al fine di evitare patologie dovute all'uso scorretto come la sindrome del tunnel carpale. Era un prodotto componibile, sotto molti aspetti: alla tastiera centrale, suddivisa in due parti che potevano essere distanziate tra loro, poteva essere attaccato un poggiapolsi ed era disponibile un tastierino numerico separato da collegare. Il collegamento avveniva tramite la porta Apple Desktop Bus o ADB, utilizzata da tutti i Macintosh dell'epoca sino alla fine degli anni '90, quando la USB prevalse.

appleadjustablekeyboard

Immagine pubblicata con riadattamenti su Wikimedia Commons sulla base di quelle dell'autore originale Stephen Edmonds e distribuita con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5.

Dopo oltre 22 anni viene difficile pensare che una tastiera del genere possa essere funzionante e soprattutto compatibile con qualsivoglia dispositivo moderno. E invece bastano due adattatori: uno è da ADB a USB, come il Griffin iMate, e l'altro da USB a Lightning, in primis quello ufficiale Apple. Il risultato è un iPad Air 2, rilasciato nel 2014, in grado di adoperarla alla grande come strumento di input come testimonia la foto pubblicata su Twitter da Kevin di AfterPad.com:

Funziona quasi tutto; di certo aiuta molto il fatto che nel corso degli anni il layout non ha subito grandi stravolgimenti. Le uniche eccezioni sono rappresentate dai tasti volume, probabilmente troppo legate anche a livello software ai Mac dell'epoca per poter essere replicate qui. Si tratta ovviamente di un esperimento, non pensato per l'uso prolungato data l'esistenza odierna di prodotti molto più adatti e pratici, nonché dai minori costi complessivi, da affiancare all'iPad. Nondimeno, rimane sempre affascinante vedere come due componenti provenienti da epoche informatiche diverse riescano ad operare insieme con poco sforzo, e chissà che fra altri 22 anni non possa essere l'attuale Smart Keyboard ad essere collegata con la generazione di iPad o altro dispositivo di simili features che ci sarà, con noi a riportarvelo.