Guardiamo per un attimo la situazione delle fotocamere digitali al di fuori di mirrorless e reflex. Eh sì, perché c'è anche un mondo al di fuori di questi due segmenti. Escludiamo anche le medio-formato, rappresentando una nicchia non utile a fini statistici, e ci rimangono sostanzialmente bridge e compatte. Due termini ormai vecchi, che mal si adattano alle offerte dei produttori ed alle richieste dei clienti. Fino a qualche tempo questi erano le fotocamere d'ingresso, quelle di chi non aveva esigenze particolari e voleva spendere poco, ma sappiamo bene che tale richiesta è stata voracemente fagocitata dagli smartphone. Qualche anno fa, infatti, ogni anno uscivano decine di modelli di compatte e bridge da ogni casa, inondando il mercato di fotocamere con sensori minuscoli (in media 1/2,3") e di dubbia qualità. Oggi sono quasi ignorate e solo alcuni produttori le mantengono a listino, ma in numero decisamente più ridotto. A sostituire le compatte e le bridge "vecchia scuola" sono arrivate quelle di nuova concezione, che io solitamente definisco prosumer. Queste vedono la più importante differenziazione nel sensore, che dopo alcuni esperimenti di Nikon (vedi APS-C della Coolpix A), Canon (1,5" su G1 X) e Panasonic (M43 su LX100), sembra essersi stabilizzato sulla diagonale da 1" per tutto il mercato. La casa giallo nera usa già sensori di questo tipo sulla sua gamma di mirrorless Nikon 1, dove è stato ribattezzato CX, affiancandosi ai precedenti DX (APS-C) ed FX (FullFrame). Non era però ancora entrata in competizione con Sony, Canon e Panasonic con compatte e bridge, ma lo fa oggi con la nuova gamma DL.

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Per prima cosa devo dire che mi ha sorpreso la scelta dei nomi delle fotocamere, che sono caratterizzati dalle lunghezze focali dell'obiettivo associate ad una sigla comune. Abbiamo quindi DL18-50, DL24-85 e DL24-500. Suppongo che anche Nikon andrà quindi ad usare il sempre più diffuso Mark I, II, ecc.. per identificare eventuali evoluzioni future con medesimi obiettivi.

Nikon DL24-85

Tutte hanno sensore CMOS retroilluminato da 1" con da 21MP e sensibilità da 100-12800 ISO, processore EXPEED 6A quad-core, sistema AF ibrido, raffica da 20fps con fuoco continuo o 60fps se fisso sul promo fotogramma, stabilizzazione ottica VR con doppio rilevamento e video in 4K 30/25fps, FullHD fino a 60/50fps con slow motion FullHD a 120fps o 720p a 400fps. La prima, che vedete in alto, e la seconda, qui di seguito, hanno lo stesso corpo ed un display OLED 3" touch screen da 1 milione di pixel, il quale si può inclinare in alto o in basso. Il mirino, invece, è opzionale (DF-E1).

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Gli obiettivi 18-50 e 24-85 (equivalenti, si intende) hanno luminosità f/1,8-2,8 ed entrambi possiedono modalità macro con fuoco a 3cm. La DL18-50 ha in più un filtro ND integrato da 3 stop ed è la prima Nikon compatta ad avere il rivestimento ai Nano Cristalli sulle lenti. Nessun ingresso o uscita audio, ma ci sono Wi-Fi ed NFC per connessione diretta e continua con lo smartphone tramite SnapBridge.

Nikon DL24-500

L'altro modello si presenta più come una bridge per via del suo obiettivo 24-500 f/2,8-5,6. Questa si differenzia dalle precedenti anche per il mirino integrato da 2,36 milioni di punti (stranamente con copertura del 97 e non 100%) e perché il display è completamente articolato, non solo inclinabile. Altra differenza è che qui si trova anche un ingresso per microfono esterno in formato 3,5mm.

nikon-dl24-500

Le tre fotocamere saranno disponibili prima dell'estate, con un prezzo che partirà dai $649 per la DL24-85, $849 per la DL18-50 e $999 per la DL24-500. Nel comunicato stampa italiano di Nital non era invece presente il listino italiano, che speriamo di conoscere nel minor tempo possibile.