Gli aggiornamenti sono quasi sempre graditi, dato che vanno spesso a includere nuove funzionalità al software utilizzato e soprattutto correggono problemi riscontrati nelle precedenti versioni. Il "quasi" non è però lì senza motivo: purtroppo può capitare che l'update invece di migliorare la situazione vada a peggiorarla aggiungendo ulteriori bug. È il caso del recente pacchetto 3.5.0.206 della Creative Cloud, che apporta una funzionalità extra non voluta né troppo gradita.

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Il bug è stato messo in risalto da Ars Technica, a seguito delle segnalazioni di utenti Creative Cloud su Mac alquanto alterati. Dopo l'installazione dell'aggiornamento e l'accesso al servizio Adobe, uno script va a cancellare la prima cartella, nascosta o visibile che sia, in ordine alfabetico presente nella directory principale dell'unità di sistema. La conseguenza è soprattutto con applicazioni che hanno l'abitudine di creare cartelle nascoste che iniziano col ".", che come numeri e altri simboli ha la precedenza assoluta sulle lettere quando è attivo l'ordine per nome. L'esempio principale è quello dell'app di backup BackBlaze, la più colpita dal problema: per la corretta operatività, ha bisogno di una propria cartella denominata ".bzvol". La rimozione senza preavviso ad opera del client Creative Cloud ha causato malfunzionamenti. Gli sviluppatori di BackBlaze hanno pubblicato più video su YouTube come il seguente a dimostrazione che la responsabilità è lato Adobe:

Se si utilizza la Creative Cloud ma non anche BackBlaze, invece, buone sono le probabilità che venga alterata la funzionalità Versioni di OS X, che si appoggia alla cartella nascosta ".DocumentRevisions-V100". L'azienda nel frattempo ha riconosciuto ufficialmente il baco e ritirato l'aggiornamento colpevole mentre lavora a una correzione. Qualora fosse già stato scaricato ma non ancora installato, la raccomandazione è ovviamente quella di non farlo. Nel caso invece l'installazione è già avvenuta, non bisogna effettuare il login sulla Creative Cloud oppure prima di farlo creare una cartella che possa fungere da sacrificale con un nome come ".aaaaaaa" che la piazzi alfabeticamente al primo posto, salvando le altre. Occorre aprire una finestra del Terminale immettendo prima il seguente comando:

cd /

Facendolo dunque seguire da:

sudo mkdir /.aaaaaaa

Trattandosi di un comando dai privilegi elevati di esecuzione, occorrerà confermarlo con la password associata al proprio account di sistema.