Alcuni giorni fa sono stato contattato da un'azienda italiana che produce cover. Ho subito pensato: eccone un'altra che importa dalla Cina e ci fa pagare i prodotti al quadruplo del prezzo. Parlandoci, poi, ho avuto modo di capire che dietro c'era una cura ai dettagli che non avevo mai visto altrove. Per prima cosa ho scoperto tante cose sui materiali impiegati, le finiture ed i particolari costruttivi che, onestamente, disconoscevo. Voglio essere chiaro, questo non è un articolo pagato dall'azienda ma una recensione come le altre. I prodotti sono stati un omaggio, questo sì, ma sapete bene che questo non influenza le nostre valutazioni, soprattutto in questo caso visti i costi in gioco (li vedrete nelle conclusioni). Comunque, andando al sodo, mi è piaciuto fin da subito l'approccio tecnico ma finalizzato a prodotti semplici. Condivido con l'azienda l'idea che gli smartphone che vogliamo proteggere sono molto belli e tali devono rimanere anche con una cover. Per questo prediligono materiali trasparenti ed evitano loghi, disegni e fantasie di ogni tipo, realizzando custodie che possono apparire banali all'apparenza.

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Guardando le SoftCase e AirGel vi sembrerà di avere acquistato un prodotto generico, ma in realtà non è così. Il packaging, ad esempio, è molto gradevole ed include anche una pellicola per lo schermo ed un piccolo panno di microfibra. Nei prodotti concorrenti spesso quest'ultimo è così ruvido che sembra di cartone mentre questo è morbidissimo, tant'è che ho deciso di metterlo nel portafogli per pulire anche gli occhiali all'occorrenza.

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Le due custodie sono entrambe di silicone trasparente, materiale che notoriamente ingiallisce col tempo. Per la verità, mi è stato spiegato, che è l'esposizione ai raggi ultravioletti a causare il problema, che è assolutamente normale per questo materiale. Ci sono però alcuni vantaggi nell'adoperarlo in luogo della termoplastica, perché il grip è ottimo e si ottiene una maggiore flessibilità che aiuta ad attutire i colpi.

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La SoftCase è il cavallo di battaglia di COVERbasics, che da qualche giorno ha iniziato a vendere anche su Amazon con Prime, quindi spedizione rapida, gratuita per gli iscritti e con reso garantito fino a 30gg. È la più spessa delle due e, di conseguenza, quella maggiormente protettiva. Calza perfettamente sugli iPhone 6/6s (ci sono anche le varianti per i Plus, i 5/5s e gli S6 di Samsung) e i tagli sono realizzati con molta precisione. Quello per il connettore Lightning, ad esempio, è stato reso più largo in modo da risultare compatibile con qualsiasi cavo, visto che il mm di spessore poteva naturalmente causare qualche problema in tal senso. A differenza di altre cover analoghe, il selettore della vibrazione si riesce ad attivare anche con il solo polpastrello, senza dover usare le unghie, mentre i tasti sono coperti e si azionano senza alcuna resistenza aggiuntiva e mantenendo il preciso "clic" nativo.

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La fotocamera risultata protetta, in quanto la cover è leggermente più sporgente (ad occhio direi 0,2mm in più) e lungo tutto il bordo posteriore si trova un rinforzo che rende la struttura della cover rigida. Si perde la morbida curvatura della scocca, ma il grip risulta migliore e la cover diventa molto più resistente anche in caso di urti.

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Frontalmente abbiamo una sporgenza compresa tra 0,2 e 0,3mm, che consente anche di proteggere parzialmente il vetro, sia sui bordi che quando si poggia faccia in giù sulla scrivania o su materiali ruvidi. La pellicola in dotazione è una di quelle classiche, molto sottili, per cui non colpa perfettamente questo spessore frontale, che può risultare un po' fastidioso negli swipe laterali dall'esterno dello schermo, ma è il prezzo da pagare per una protezione molto completa.

La AirGel, invece, è destinata ad un'utenza diversa. Appare similissima a colpo d'occhio, ma in realtà possiede tante differenze, iniziando dallo spessore di 0,3mm. Non è però una di quelle ultrasottili che sembrano di carta vellina, perché si sente comunque il silicone e la sua morbidezza, che aiuta a proteggere un minimo anche in caso di piccoli urti.

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Essendo comunque molto sottile, l'interno è stato trapuntato con una trama microscopica (che si sente solo al tatto) per evitare che si possa sollevare sul retro creando dei fastidiosi aloni. I dettagli ben curati, e che distinguono questa da tante altre cover analoghe, non finiscono qui.

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Troviamo infatti una sottile sporgenza intono al foro della fotocamera, che risolve un problema tipico dei modelli simili. Con 0,3mm di spessore si rimane al di sotto dell'anello di metallo che circonda l'obiettivo ed è questo potenzialmente a rischio con custodie sottili, perché il vetro non si graffia essendo composto con lo zaffiro.

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Tagli ed aperture sono perfettamente rifiniti anche in questa seconda cover, che segue quasi perfettamente le forme originali dello smartphone, anche se un leggero rinforzo strutturale sul retro è presente anche qui. Il produttore mi ha specificato che nel millimetro della SoftCase è stato possibile aggiungere dei migliori trattamenti per mantenere il colore inalterato, mentre negli 0,3mm della AirGel questo non è possibile, quindi è tendenzialmente più incline ad ingiallirsi dopo qualche mese o a colorarsi di azzurro sfregando con i jeans. Mi è piaciuta molto questa "trasparenza" dell'azienda, che è ben consapevole dei materiali usati e li espone con semplicità all'acquirente. Si tratta infatti di limitazioni implicite per il silicone e gli spessori in gioco, che in altri casi non mi erano state comunicate. La AirGel, inoltre, non sporge per nulla sul fronte, proprio per mantenere lo stesso feeling di utilizzo con l'iPhone nudo, ma questo comporta naturalmente una minor protezione dello schermo (la pellicola è utile, ma non la panacea di tutti i malli).

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Insomma, per quanto simili a vedersi, queste due cover sono profondamente diverse. La prima (SoftCase) è robusta e protettiva anche per urti importanti, la seconda (AirGel) più indicata per chi vuole mantenere il proprio smartphone sottilissimo. Entrambe risultano perfettamente trasparenti e rifinite con buona cura, mantenendo un prezzo di listino assolutamente concorrenziale.

Conclusione

Dal canto mio preferisco le soluzioni "nude", per cui ero indirizzato sulla AirGel, ma con le custodie 0,3mm non ho un ottimo rapporto. Devo dire che questa appare molto più resistente di quelle in termoplastica (le classiche Ultraslim che troviamo in giro), per cui la guardo sotto una luce completamente diversa, ma ho preferito comunque usare la SoftCase perché a breve testerò anche un nuovo vetro temperato molto sottile che colma la minima sporgenza frontale, ottenendo protezione a 360° con un costo irrisorio. Entrambe si comprano su Amazon (e spedite da Amazon) per 6,29€. Finora le migliori che ho provato avevano più o meno lo stesso prezzo, se non superiore, ma non avevano packaging, non c'era la pellicola, nessun panno (men che meno in microfibra) e non vi erano gli stessi dettagli costruttivi. Questo mi fa pensare ad una politica di prezzo molto corretta da parte di COVERbasics, la quale ci offre poi un interlocutore italiano anche per eventuali problemi e garanzia. In tutti i casi il silicone tenderà ad ingiallire, per cui sono cover che si usano per 5/6 mesi prima di cambiarle, ma a questo prezzo non sarà affatto un problema. Voto di 4,5 stelle per entrambe, che salgono rapidamente in cima alle mie preferenze del momento, ognuna con caratteristiche diverse ed adatta a differenti esigenze.

PRO
+ Ottima trasparenza
+ Struttura rinforzata (anche nella AirGel)
+ Protezione della fotocamera (anche nella AirGel con bordino sporgente)
+ Interno micro-trapuntato per evitare aloni (necessario solo nella AirGel perché più sottile)
+ Sporgenza frontale per proteggere lo schermo (solo SoftCase)
+ Pellicola protettiva standard in dotazione con panno in vera microfibra
+ Prezzo adeguato

CONTRO
Nulla di rilevante

DA CONSIDERARE
| Nella SoftCase la sporgenza può infastidire negli swipe dall'esterno (ma protegge bene)
| Nella AirGel non c'è sporgenza frontale (quindi nessun fastidio, ma meno protezione)