A quasi due anni dalla dismissione, il ricordo della versione iOS di iPhoto si sta allontanando da molte memorie in maniera rapida, considerato pure il ciclo vitale relativamente breve. Una delle caratteristiche su cui Apple puntava era quella relativa ai Diari (conosciuti anche come Fotodiari). Così la descrivemmo per sommi capi il 7 marzo 2012, a seguito di un evento che vide numerose novità hardware e software:

Curiosa, poi, la funzionalità Fotodiari, che consente di creare veri e propri diari di viaggio, con immagini, note, mappe e anche le condizioni atmosferiche di quel momento. I fotolibri possono poi essere condivisi tramite iCloud.

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Tale feature è morta insieme all'app in occasione del rilascio di iOS 8, nel 2014. A quanto pare, però, non è stata del tutto dimenticata. Tuttavia i nostalgici non risultano essere a Cupertino, bensì in quel di Mountain View. La riesumazione, quantomeno spirituale, sta infatti avvenendo ad opera di Google, nel suo servizio Foto.

La nuova implementazione non ha un nome proprio, perché si tratta di aggiunte a funzionalità preesistenti, nello specifico quelle relative alla creazione automatica di album sulla base delle migliori foto scattate in determinati giorni e/o luoghi. Dopo la prima fase a cura dell'algoritmo interno, si potrà procedere a includere didascalie e mappe dei posti visitati, includendo eventualmente pure i percorsi effettuati. Le medesime opzioni saranno applicabili anche agli album creati in modo manuale dall'utente, offrendo così la massima flessibilità. Il risultato, infine, potrà essere condiviso pubblicamente o solo con alcuni contatti.

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I Diari in salsa Google non arrivano ancora per completezza alla versione originale di Apple, per quanto almeno da un punto di vista sono persino fatti meglio, dato che si possono creare anche da computer e non solo da dispositivi mobili (i Diari di iPhoto non vennero mai portati sulla edizione per Mac; via web era possibile solo visualizzarli in lettura). A mancare sono principalmente le carinerie, come i template che permettevano di dare vari effetti alle immagini nonché altri elementi come il meteo dei giorni in cui sono state scattate le foto o la bandiera della nazione visitata se ci si trovava all'estero. Aggiunte che non mi stupirei di vedere tra alcuni mesi in Google Foto, considerate la rapidità e la costanza che dimostra l'azienda guidata da Sundar Pichai nel perfezionare i propri prodotti software, così come non rimarrei sorpreso di un futuro ritorno in grande stile delle funzioni qui descritte proprio da coloro che le lanciarono, in One Infinite Loop.