Nato come un servizio di noleggio DVD, Netflix attualmente domina il mercato dei servizi in abbonamento di streaming legale di contenuti video grazie ai suoi 70 milioni di abbonati nei 190 Paesi serviti, esercitando una forte pressione concorrenziale sui broadcaster tradizionali. Anche il suo debutto in Italia ha migliorato le offerte dei suoi diretti competitor come Infinity e Sky Online che pure erano attivi già da qualche anno. Addirittura, Sky ha recentemente lanciato i Box Sets disponibili via decoder connesso ad internet a tutti i suoi abbonati, permettendo loro di gustare vecchie e nuove serie tv in streaming, proprio per arginare la crescita di Netflix.

Sin dal 2008, però, il principale concorrente della piattaforma nel mercato statunitense è sempre stato Amazon Video che fornisce un vasto catalogo di serie tv, film e contenuti originali a tutti i sottoscrittori di Amazon Prime (che, però, in USA costa $99 annui). Nelle scorse ore la società di Jeff Bezos ha rinominato il servizio in Amazon Prime Video, permettendo finalmente l'attivazione di un abbonamento mensile con un canone di $8,99 (un dollaro in meno rispetto a Netflix) e svincolato da quello ad Amazon Prime che, però, offre altri servizi quali il backup di file, foto e video sul proprio pc, a parte le consuete spedizioni gratuite.

Amazon-Prime-Video

 

L'abbonamento può essere liberamente attivato e disattivato in qualsiasi momento senza nessun vincolo annuale per l'utente ed, inoltre, offre contenuti in qualità HD e la possibilità di scaricare in locale i video per la visione in un successivo momento, superando così la necessità di avere una connessione ad internet sempre attiva. L'annuncio della nuova formula di abbonamento segue quello degli ottimi risultati fiscali di Netflix, che però ora dovrà vedersela ad armi pari con Bezos e soci. Amazon Prime Video è disponibile anche in Germania e Regno Unito, ma sempre previa sottoscrizione dell'abbonamento annuale a Prime e con un catalogo più ristretto rispetto a quello americano.