Dopo una lunga pausa, è tempo di un nuovo Android N Spoiler. La seconda Preview della prossima versione del sistema operativo mobile Google non ha apportato un grande quantitativo di novità, ma quelle presenti sono sicuramente di rilievo. Una di esse era la più misteriosa, perché non si trovava alcun modo per vederla in azione. Mi riferisco nello specifico a quella relativa ai launcher shortcuts. Benché la documentazione ufficiale descriva i prerequisiti per attivare tali scorciatoie, rimane sul vago per quel che concerne la modalità di richiamo lato utente.

launchershortcutsdocumentazione

Le discussioni svoltesi in merito nell'area Android hanno portato all'ipotesi che queste funzionalità siano correlate a schermi dotati di rilevamento della pressione, adoperati sinora dall'iPhone 6s, dal Mate S Press Touch di Huawei e da pochi altri dispositivi. Dal momento che nessuno dei Nexus in circolazione è dotato di tale caratteristica hardware, si è ritenuto il tutto semplici preparativi lato OS per le successive versioni dei terminali che la includeranno. In realtà, la documentazione parla semplicemente di gesture, senza fare riferimento alla pressione esercitata, può anche trattarsi dello scorrimento del dito sull'icona; per questo nell'articolo di qualche giorno fa la definii "3D Touch senza 3D Touch", poco elegante da dire sul piano tecnico ma che ritenevo fosse l'espressione più immediata per spiegarmi. Oltre a ciò, si può trovare una ragione molto più pratica del perché non si sia riusciti a toccare con mano le scorciatoie: occorre il supporto sia dai launcher sia dalle app. Non essendo attualmente presente da ambo le parti, la funzionalità viene del tutto ignorata.

Il sito Phandroid, per fortuna, non ha voluto gettare la spugna così facilmente. Come dice il celebre detto, se la montagna non viene a Maometto, allora Maometto va alla montagna. Così i redattori hanno avviato una collaborazione con Kevin Barry, sviluppatore del launcher Nova, creando una versione speciale che prevedesse il supporto alle scorciatoie. Successivamente, è stata poi creata una semplice app di prova che prevedesse degli shortcut veri e propri. Il risultato è stato positivo:

androidnlaunchershortcuts

Per lo sviluppatore del launcher, la libertà d'implementazione è ampia. Innanzitutto può scegliere il gesto che l'utente dovrà compiere per richiamare le scorciatoie, che potranno essere un massimo di 5 per app. Nel caso di Nova Launcher, è stato adottato lo swipe verso il basso. Poche restrizioni anche per l'aspetto che devono avere i launcher shortcuts: una volta che l'applicazione fornisce le informazioni di base (comandi, testi e icone), possono essere presentate in qualsiasi modo. L'esempio qui sopra prevede un menu contestuale, la forma che probabilmente verrà più utilizzata, considerandone la buona praticità.

Sarà così il modo in cui verrà implementata anche da Google? In Phandroid non ne sono del tutto convinti, ritenendo che si utilizzerà di default il rilevamento della pressione, magari ufficializzandolo nel contesto della conferenza I/O prevista proprio fra poco più di un mese. Se dovessi scommettere, punterei tuttavia a una via differente. Risulterebbe poco sensato averla anticipata ora in modo così generico e possibilista verso qualsiasi dispositivo, per poi a maggio legarla in esclusiva a un aspetto hardware che si vedrebbe svariato tempo dopo. Soprattutto sul piano commerciale, ci sarebbe tutto l'interesse affinché non si creino potenziali intoppi per gli attuali Nexus sino al ricambio autunnale. Apple docet. La mia ipotesi, dunque, è che si vada verso una doppia modalità, prevedendo sia l'uso della pressione sia in alternativa un gesto più classico, come lo swipe verso il basso. Ciò non pregiudicherebbe affatto l'eventuale arrivo sulla prossima serie Nexus di un vero equivalente del 3D Touch, dato che molti altri aspetti dipendenti dalla pressione esercitata non possono essere replicati coi gesti in modo altrettanto efficace.

Non resta che aspettare per vedere quale sarà la strada imboccata dagli ingegneri di Mountain View. Nel frattempo, coloro che volessero approfondire tecnicamente la questione possono avvalersi del post pubblicato su Google+ da Kevin Barry e del seguente video dimostrativo realizzato da Phandroid: