Nel 2012 la società Dynamic Advances, con sede a Dallas, citava in giudizio Apple per la violazione di un brevetto relativo all'assistente vocale Siri, riguardante un sistema che interpreta il linguaggio naturale basandosi su di un lessico medio per fornire risposte alle domande o ai comandi dell'utente. Più precisamente, l'invenzione in questione è stata concessa in licenza alla società texana, ma è frutto del lavoro di un professore del Rensselaer Polytechnic Institute di New York, come riporta The Verge. La richiesta di registrazione è stata presentata allo United States Patent and Trademark Office nel maggio 2001, ma la pubblicazione del brevetto è avvenuta solo nel 2007, a distanza di quattro anni dal rilascio di Siri da parte di Apple con iPhone 4s.

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La casa di Cupertino ha deciso di chiudere la controversia accettando di pagare 24,9 milioni di dollari a Dynamic Advances, che dovrà poi provvedere a remunerare il Rensselaer Polytechnic Institute secondo gli accordi di licenza. La transazione prevede il pagamento immediato di 5 milioni di dollari e il saldo una volta estinto il procedimento. Ad ogni modo, l'accordo di licenza per lo sfruttamento del brevetto durerà solo tre anni, al termine dei quali Apple dovrà rinnovarla o dovrà trovare strade alternative per continuare a usare Siri senza incorrere in nuove violazioni.