C'è da dire che rispetto a qualche anno fa le guerre dei brevetti sono diminuite, se non per numero quantomeno per intensità. Ormai quelle grosse sono davvero poche, anzi potremmo ridurre il tutto agli strascichi della bagarre Apple vs Samsung e alla vicenda che contrappone Oracle e Google sull'uso di Java nel sistema operativo Android. A proposito dell'azienda di Mountain View, oggi ha annunciato un'iniziativa congiunta con Microsoft per cessare in toto qualsiasi azione legale tra loro, incluse quelle presso le varie antitrust mondiali.

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L'accordo fa seguito a quello già raggiunto lo scorso settembre per chiudere amichevolmente le cause riguardanti i brevetti (tra Apple e Google la tregua venne sancita ancor prima, a maggio 2014). Sulla base di quanto stabilito, ogni richiesta d'intervento effettuata alle autorità competenti da una nei confronti dell'altra verrà ritirata e qualsiasi futura controversia sarà discussa in sede privata tra le due società al fine di trovare una soluzione positiva senza ulteriori escalation. Il disgelo è stato graduale, frutto di lunghe trattative; ha sicuramente aiutato anche il cambio di leadership da ambo i lati. Al di là delle comuni origini indiane, i CEO Sundar Pichai e Satya Nadella sono ingegneri prima che uomini d'affari, cosa che probabilmente ha fatto prevalere un approccio più pratico e meno egoistico nel risolvere tali questioni.

Riguardo le recenti inchieste che vedono Big G ai ferri corti con l'antitrust europea, Microsoft ha scelto di assumere una posizione neutrale, coerentemente con la fresca intesa. Del resto, come osservammo già qualche giorno fa, in Redmond sanno per esperienza diretta cosa significhi dover affrontare le accuse di posizione dominante e, per quanto legittimo, sarebbe stato poco "cavalleresco" sfruttare la medesima occasione all'inverso per andare contro la sua maggiore rivale. È interessante rimarcare un punto dei comunicati stampa congiunti: la volontà di competere solo sulla base dei prodotti rilasciati e non nelle aree di tribunale. Chi ci legge da tempo ricorderà come questo auspicio sia stato da noi reiterato varie volte negli articoli dedicati alle battaglie su brevetti. Un auspicio che molte altre aziende, inclusa Apple, dovrebbero ricordarsi più spesso.