Non fa mai piacere dare notizie di questo genere, ma il declino del mercato dei PC, che prosegue inesorabile da diversi anni, è ormai un macigno troppo pesante sulle spalle di Intel e della sua divisione dedicata ai microprocessori. Come segnalato da MacRumors, il colosso fondato da Gordon Moore e Robert Noyce è in procinto di attuare la più grande ristrutturazione aziendale che si ricordi in quel di Santa Clara.

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Il piano prevede un taglio dell’11% dei dipendenti, ovvero una perdita di 12000 posti di lavoro entro la metà del 2017. Una manovra pesante, che porterà ad un risparmio di $1,6 miliardi e consentirà alla società di concentrare le sue risorse sulle divisioni più redditizie: dall’IoT ai servizi cloud-based passando per la telefonia e le apparecchiature mediche. È proprio grazie agi utili ottenuti in questi settori che l’azienda può vantare, nonostante tutto, un bilancio complessivo in attivo. Ci potremmo chiedere come sarebbe andata, qualora Intel fosse stata in grado di presentare per tempo un’architettura adatta all’ambito smartphone e tablet, però, come si dice, con i “se” e con i “ma” non si fa la storia e dunque, citando il claim della società, meglio essere «Not Just Faster, Smarter».