Negli anni passati, qui su Saggiamente, abbiamo seguito da vicino l’evoluzione dell’interfaccia grafica di molte applicazioni, di iOS ma anche OS X, che dall’originario stile scheumorfico è passata ad essere più minimale, o flat, che dir si voglia. Se questa tendenza ad imitare gli oggetti comuni, nella forma e nei materiali, è (quasi) completamente sparita dagli schermi dei nostri dispositivi, sembra ora tornare di prepotenza in una forma quantomeno inaspettata. Apple starebbe infatti lavorando ad un sistema di attuatori, basato sullo stesso principio già utilizzato per simulare la pressione nel Trackpad Force Touch (qui le impressioni d’uso di Maurizio), in grado di ingannare i nostri sensi illudendoci di stare toccando una superficie più o meno ruvida, oppure caratterizzata da un pattern complesso di scanalature e venature. Questo è quanto emerge da un brevetto approvato di recente dallo U.S. Patent and Trademark Office e segnalato da Appleinsider.

Entrando più nel dettaglio nelle carte pubblicate, scopriamo che l’intento sarebbe raggiunto con l’ausilio di due Taptic Engine che, lavorando insieme, riuscirebbero a dar luogo alla complessa sequenza di microvibrazioni, sia sul piano orizzontale che perpendicolarmente alla superficie, necessarie a simulare la rugosità desiderata.

Non finisce qui però. Sappiamo, infatti, come materiali diversi restituiscano al tatto una percezione differente anche della loro temperatura. Pensate al metallo e al legno, ad esempio. Gli ingegneri di Cupertino hanno ben pensato che il futuristico trackpad (o display, perché no?) dovesse essere dotato di un apparato in grado di simulare anche la proprietà termica appena descritta, attraverso un’effettiva variazione della temperatura in gioco. Questo è reso possibile integrando nel sistema una cosiddetta cella di Peltier, fondamentalmente una piccola lastra capace di variare la temperatura delle sue facce, in funzione del verso della corrente elettrica applicata ad essa.

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Quali scenari futuri ci attendono? Volteremo le pagine dei nostri ebook con la percezione della carta sotto i polpastrelli? Ci sembrerà di toccare le venature del legno di un alfiere cesellato a mano durante una virtualissima partita a scacchi? Oppure ci soffermeremo sulla copertina della nostra agenda digitale solo per - gesto in via d’estinzione - accarezzarne la morbida pelle del rivestimento? Se non è scheumorfismo questo.