Al Computex di Taipei, ARM ha presentato la sua nuova generazione di processori Cortex-A73, che andrà a sostituire, all’inizio del 2017, l’attuale serie Cortex-A72. La questione su cui ARM è andata a focalizzarsi per la progettazione di questo nuovo processore, riguarda principalmente le performance su carichi prolungati nel tempo. Quello che accade quando utilizziamo i nostri smartphone e tablet in operazioni generiche, come la navigazione web, è una continua alternanza tra brevi istanti in cui il processore esprime tutta la sua potenza (durante il rendering della pagina) e momenti in cui il carico è ridotto al minimo (la navigazione in una pagina già caricata). Così facendo, il calore generato durante il picco di calcolo ha tutto il tempo per essere dissipato e le performance massime rimangono sempre disponibili per la richiesta successiva. Tutt’altra storia per quei processi che richiedono un uso costante e continuo, per periodi anche lunghi, della potenza computazionale: i giochi sono l’esempio più lampante, ma anche l’uso di alcune app professionali, la renderizzazione ed esportazione di un video e, non di meno, le nuove applicazioni basate su visori per la realtà aumentata che, per un’esperienza soddisfacente, non possono ammettere alcun calo nel frame rate. In questo secondo caso, sulla maggior parte dei dispositivi mobili, interviene il cosiddetto throttling (letteralmente: strozzamento), una funzionalità che riduce la frequenza massima di funzionamento della CPU, per evitare di incorrere in temperature troppo alte, potenzialmente dannose per il processore stesso o semplicemente fastidiose su un dispositivo da tenere in mano. Nel diagramma qui sotto viene mostrato come viene limitata la frequenza massima dei core più performanti in una configurazione big.LITTLE, in caso di raggiungimento della saturazione termica.

Cortex-a73-throttling

La novità più grande della nuova generazione Cortex-A73, come indicato da ArsTechinca, è da ritrovarsi proprio nella performance prolungata che, come si può osservare dall'immagine più in basso, è praticamente la stessa di quella di picco. Una manna dal cielo per tutte quelle persone che fanno uso di app esigenti dal punto di vista dei carichi, e per i gamer, che non si ritroveranno più delle saponette bollenti tra le mani durante le sessioni più impegnative. I primi processori Cortex-A73 arriveranno ad inizio 2017 e verranno costruiti col nuovo processo produttivo a 10nm. La velocità massima nominale è di 2,8 GHz, per un incremento prestazionale nell’ordine del 30% rispetto la precedente generazione. Oltre alla nuova serie di CPU, è stata presentata anche la nuova grafica Mali G71 che promette un incremento delle prestazioni di 1,5 volte, grazie all’efficienza energetica e i miglioramenti nella banda passante; il numero di core shader passa da 16 a 32.

Cortex-a73-graph

Sebbene l’architettura ARM sia l’assoluta dominatrice del mercato mobile, i produttori di smartphone possono sviluppare internamente personalizzazioni più o meno spinte, o affidarsi a chip progettati da altre aziende, come Qualcomm. Se per molti device le novità presentate oggi possono segnare un punto di svolta, quelli di Apple, invece, grazie all’architettura sviluppata a Cupertino (comunque basata su ARM) non sono mai stati particolarmente soggetti a cali prestazionali per carichi sostenuti nel tempo, soprattutto con iPad. I clienti Apple dovranno dunque aspettare settembre e la nuova generazione di iPhone per sapere se qualche grande novità verrà introdotta nei futuri chip A10, ingegnerizzati direttamente dalla casa della mela che, ricordiamo, è stata la prima a portare sul mercato un processore mobile a 64-bit, all'epoca di iPhone 5s.