Per quanto in qualche campo d'utilizzo possano presentarsi aree di competizione interna, nel corso di tutti questi anni Apple ha ben saputo differenziare iPad e MacBook in caratteristiche hardware e software. Ognuno dei due può vantare qualcosa che l'altro invece non ha, vuoi per limiti strutturali (per sua stessa natura, il MacBook non potrà mai avere il medesimo grado di portabilità e comodità di un iPad, e sembrano escluse del tutto ipotesi di configurazioni 2-in-1) vuoi per limiti del sistema operativo (iOS, almeno nella sua attuale versione, rappresenta talvolta più un freno che un aiuto allo sdoganamento dei tablet Apple in veri contesti "pro"). Tra le negazioni alla gamma laptop si annovera in particolare modo l'assenza di un modulo di connettività 4G, almeno opzionale. Le uniche soluzioni possibili sono il tethering oppure collegare una chiavetta dotata del supporto necessario. Nulla di così scomodo, sia chiaro, ma avendone la possibilità un componente integrato, privo di qualsiasi potenziale incompatibilità, sarà molto gradito da chi ha bisogno di massimo accesso ad Internet in mobilità dal portatile. Nel mondo Windows ci sono già modelli che offrono questa possibilità, con extra prezzo o già prevista dalla configurazione base, pertanto non risulterebbe una novità assoluta.

Nonostante Steve Jobs fosse tendenzialmente contrario all'idea, Apple non ha scartato a priori l'inclusione di un modulo dati nei suoi portatili, come ha testimoniato un vecchio prototipo di MacBook Pro finito 5 anni fa su eBay (e poi riottenuto indietro da Apple). Anche a livello di brevetti qualcosa si era già mosso: nel 2010 ne venne pubblicato uno che nei disegni schematici somigliava proprio al suddetto prototipo, con antenna esterna sporgente. Per fortuna, già da molti anni la telefonia ha dimostrato che si possono trovare soluzioni molto più eleganti per la parte ricetrasmittente, a maggior ragione considerati gli ulteriori passi avanti che hanno permesso di superare del tutto vicende come l'Antennagate. Inoltre, la Apple a guida Cook ha già dimostrato più volte (nel bene e nel male) di non aver paura d'infrangere il pensiero Jobsiano. La nuova proprietà intellettuale fresca di pubblicazione e rinvenuta da PatentlyApple sembra essere d'accordo con quanto appena descritto.

brevettomacbook4g

La sua particolarità è proprio quella di prevedere, oltre al classico comparto Wi-Fi/Bluetooth anche un modulo operante su reti cellulari, sfruttando le antenne già presenti nella scocca. Nulla viene suggerito riguardo la presenza di uno slot per nano-SIM, ma se la storia recente può esserci utile come indizio ci si può attendere, quantomeno per le prime generazioni, una soluzione ibrida che preveda in aggiunta alla eSIM integrata anche il vano fisico. Trattandosi di un brevetto, bisogna sempre ricordarsi che non è detto che quanto descritto e raffigurato porti a riscontri reali, pur aumentandone le possibilità. Un MacBook Pro dotato di 4G, Touch ID e secondo schermo OLED potrebbe rappresentare non solo il più corposo aggiornamento estetico/funzionale dall'introduzione dei modelli Retina, ma anche un completo tuttofare atteso da vari utenti Mac e potenziali switcher. Staremo a vedere se l'autunno tecnologico si rivelerà così tanto caldo come prevedono i rumor.