Ogni anno ci sono sempre svariate caratteristiche di cui si chiacchiera in vista del nuovo iPhone. Con o senza pulsante Home? Resistente all'acqua? Ricarica senza fili sì o no? Quest'ultima specialmente torna alla ribalta in modo periodico, stabilendola talvolta per la prossima generazione del dispositivo talvolta per la successiva ancora. Considerate tali circostanze confusionarie, è difficile trovare un "quando" ideale: qualsiasi anno è ormai buono. Proprio per tale motivo si può invece già considerare superato il "se", perché Apple usa già la ricarica wireless induttiva sul Watch e non potrà negare a lungo all'iPhone le stesse comodità, visto che ormai la maggioranza dei concorrenti dispone di tale supporto (tranne curiosi casi eccellenti di passi indietro, vedasi Nexus 5X e 6P rispetto ai predecessori). I movimenti all'interno di One Infinite Loop sembrano suggerire che la strada giusta sia stata imboccata.

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A riportare la situazione è The Verge, che ha iniziato l'analisi in modo piuttosto casuale, mentre si occupava di un altro caso: Paul Reynolds, un ingegnere della start-up uBeam, operante proprio nel campo della ricarica wireless, ha da qualche mese lasciato l'azienda non senza togliersi pubblicamente qualche sassolino dalla scarpa riguardo alle sue tecnologie, definite promettenti sul piano teorico ma così poco efficaci quando messe in pratica che finora hanno impedito la messa in commercio e tantomeno una dimostrazione pubblica. La ricerca di maggiori informazioni su LinkedIn non ha portato alla luce ulteriori dettagli riguardo Reynolds, ma in compenso ha fatto emergere altri due ex-ingegneri di uBeam il cui nuovo impiego è proprio in Apple. Approfondendo ulteriormente, si è scoperto che nel corso degli ultimi due anni sono approdati a Cupertino decine di figure specializzate in sistemi di ricarica senza fili e tecnologie ad ultrasuoni. Troppe per essere mere coincidenze in fase d'assunzione.

Avendo maggiori indizi a sostegno del fatto che non bisogna chiedersi "se" sull'iPhone arriverà la ricarica wireless, si può nuovamente tentare di passare al "quando". L'ipotesi maggiormente accreditata resta per ora quella di Bloomberg, che parla di 2017. In tale occasione, venne accennato anche il "come", con l'intenzione da parte di Apple di sfruttare un differente approccio rispetto a quello odierno e permettere di togliere pure l'ultimo vincolo fisico, ovvero il posizionamento del dispositivo su un'apposita base di ricarica. Ovviamente non ci si potrebbe davvero allontanare di molto, ma quantomeno permetterebbe di adoperare in libertà l'iPhone all'interno della stessa stanza mentre la sua batteria continua a ricaricarsi. Un obiettivo che pure altre aziende stanno perseguendo, tra cui la già citata uBeam. Date l'esperienza e le enormi risorse finanziarie a disposizione per ricerca e sviluppo, Apple avrebbe tutte le carte in regola per riuscire nell'intento. Come in altri casi simili, non possiamo fare altro che aspettare le prossime novità sulla vicenda.