La prima Beta di iOS 10 sta permettendo a tanti, anche al di fuori della cerchia degli sviluppatori, di toccare con mano le migliorie che apporterà questa release. Non tutto però è già disponibile: in certi ambiti Apple ha messo le fondamenta, ma sarà compito delle terze parti completare il lavoro. Ciò riguarda anche Siri (visto l'arrivo anche nella versione italiana di voci maschili in aggiunta a quelle femminili, opteremo da qui in poi per riferimenti più neutri), che ha ricevuto un'importante miglioria, attesa peraltro da diverso tempo: l'integrazione con le app non di sistema. Si apre un mondo di opportunità non solo per l'assistente virtuale di Cupertino, ma anche e soprattutto per l'utente finale, che vedrà aumentare in modo sensibile le operazioni fattibili tramite voce e linguaggio naturale. Un mondo che però ha confini ben delineati, come riporta 9to5Mac.

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Innanzitutto, come abbiamo già scritto nelle prime righe, è necessario che gli sviluppatori includano nelle loro app tutto l'occorrente tecnico per interfacciarsi con Siri. Apple ha messo a disposizione un set di API apposito, denominato SiriKit (si sta perdendo ormai il conto sui Kit in circolazione). Una volta integrate tali librerie, la palla ritorna in quel di One Infinite Loop, perché il riconoscimento vocale sarà totalmente a carico di Siri. L'assistente sarà in grado di determinare se l'azione potrà essere compiuta direttamente dalla sua interfaccia oppure se sarà più opportuno indirizzare l'utente all'interno dell'app di riferimento. Procedendo nel primo dei due casi, sarà poi compito di quella stessa app fornire alla piattaforma cloud di Siri la risposta appropriata da fornire, sempre mediante l'uso delle già citate API.

La parte riguardante le limitazioni viene però ora. Sono infatti 6 le categorie per cui Apple consente ufficialmente l'uso di SiriKit: prenotazione di servizi di trasporto, messaggistica, ricerca di foto e video, pagamenti, chiamate VoiP e fitness. Ciò significa che Siri sarà sì utilizzabile da varie concorrenti dei servizi nativi di iOS 10 (es. WhatsApp, PayPal), ma non da tutte. Pensiamo alla riproduzione di canzoni, dove Apple Music manterrà l'esclusiva sulle prestazioni di Siri nell'ambito. Oppure alla posta elettronica, dove Gmail, Outlook e altre non potranno beneficiare della stessa integrazione di Mail. Più in generale, lascia parecchie categorie scoperte, rendendo quel mondo di opportunità di cui parlavamo all'inizio più piccolo di quanto potrebbe invece essere. Nulla vieta da qui al rilascio finale, oppure in un aggiornamento minore (10.1, .2, ecc.) di vedere la lista delle aree supportate espandersi. Ma occorre pure essere preparati all'eventualità di dover attendere un altro anno per intero affinché l'apertura di Siri si completi, il che sarebbe un peccato.