L'estate è iniziata, e di caldo oltre al clima ci saranno senz'altro pure i rumor sul prossimo iPhone. Non che non ve ne siano stati, tutt'altro: si sono susseguiti, a cavallo tra il veritiero e l'improbabile. Nella seconda categoria a nostro parere ricadono tanto le presunte immagini di uno slot dual SIM destinato al prossimo telefono Apple (proprio quando l'azienda si sta adoperando attivamente per farlo sparire del tutto?) quanto l'eventualità di includere nella confezione di vendita le EarPods classiche dotate di connettore da 3,5" e un adattatore Lightning (sarebbe una soluzione poco da Apple e in contrasto con quanto accaduto per altre transizioni simili). Più meritevoli di considerazione sono le soffiate odierne, che sembrano riportare a terra molte aspettative.

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Stando al Wall Street Journal (su abbonamento; fonte free 9to5Mac), l'iPhone 7 non seguirà l'andamento sinora visto nelle varie generazioni del dispositivo: la presenza del solo numero ha di solito accompagnato importanti cambiamenti estetici, mentre il suffisso "s" è stato adottato come ciclo intermedio incentrato soprattutto sulle prestazioni. Ciò che arriverà potrebbe rientrare in tutta tranquillità nella fase "s", dato che il design dei più recenti prototipi risulterebbe molto simile all'attuale modello. Nessuna rivoluzione, dunque, se si eccettua la sempre più probabile rimozione del jack cuffie e l'inserimento di una doppia fotocamera nelle varianti Plus. Se ciò venisse confermato a settembre, staremmo assistendo a un cambio di strategia dalle forti analogie con quello di Intel, che ha aggiunto un terzo step al classico "tick-tock".

La già buona credibilità del Wall Street Journal viene aumentata dal fatto che l'ancor più affidabile Mark Gurman è di stesso parere, nessuno stravolgimento per quest'anno. Si allineano anche per le previsioni riguardanti il 2017, con un nuovo aspetto quasi completamente privo di bordi, su cui Jonathan Ive intende puntare in modo forte. Sempre in quest'ottica, il sensore Touch ID verrebbe inglobato nello schermo (le tecnologie per farlo sono già esistenti, come quella ad ultrasuoni di Qualcomm). Insomma, chi sperava in qualcosa di più radicale già nel 2016 dovrà accontentarsi: la testata di proprietà di Rupert Murdoch sostiene che molte delle mosse pianificate da Apple non sono pronte per il debutto commerciale. I botti d'artificio sono quindi destinati a rimanere nei magazzini di Cupertino per un altro anno ancora.