Ognuno di noi ha una lista dei desideri hi-tech, che sia mentale o memorizzata in uno o più shop online. Nella mia si trovano da lungo tempo i diffusori per computer Bower & Wilkins MM-1 che, solo il mese scorso, mi sono deciso a provare. Ne ho sentite di cotte e di crude in merito, da chi li esalta a chi li boccia, per cui la curiosità era davvero tanta. Quello sui tutti concordano è che sono un piccolo gioiello di design, con linee pulite, ottima costruzione e materiali di qualità.

bower_wilkins_mm1-intro

I due diffusori sono parallelepipedi a sezione quadrata, con lati leggermente arrotondati e spigoli smussati. Le dimensioni sono relativamente compatte, ma neanche poi tanto considerando l'altezza di 17 cm e i 10 di larghezza e profondità. Sicuramente appaiono massicce, sensazione confermata dal peso di 870 grammi ognuna. In dotazione vi è anche un piccolo telecomando nero lucido dalla forma davvero  curiosa e che, come vedremo più avanti, può risultare molto utile.

bower_wilkins_mm1-remote

La gran parte della struttura è ricoperta di un fitto tessuto fonotrasparente, che nasconde la griglia frontale dietro cui sono disposti i driver. Il top è in metallo, con una finitura spazzolata radiante molto gradevole, mentre un bell'inserto metallico con il logo dell'azienda impreziosisce il corpo.

bower_wilkins_mm1-logo

Il diffusore destro contiene la maggior parte dell'elettronica, compreso il DAC che si sfrutterà collegandole al computer tramite USB. Lo speaker sinistro, invece, riceve il segnale tramite un cavo proprietario di discreta lunghezza (circa 1,5m), il cui residuo si può arrotolare al di sotto della base gommata per non lasciarlo a vista sulla scrivania. Il tutto è studiato molto bene, così come le guide che consentono di far uscire i cavi dal basso in modo ordinato.

bower_wilkins_mm1-14

Volendole usare con il classico jack da 3,5mm (cosa che non ci permetterà di sfruttare il DAC), dovremo invece collegare l'apposito cavo (anch'esso in dotazione) sul retro del diffusore destro, in una striscia verticale di metallo in cui si trova anche l'uscita per le cuffie. Il posizionamento può essere un po' rognoso in alcune postazioni di lavoro, specie per chi attacca e stacca frequentemente le cuffie, ma io lo preferisco qui e non davanti, in virtù di una maggiore pulizia delle linee e della possibilità di nascondere meglio i cavi.

bower_wilkins_mm1-aux

Un LED multicolore sul diffusore destro ci indica lo stato: è rosso da spente, blu quando accese e blu lampeggiate con il mute. Gli unici tre tasti fisici sono integrati elegantemente nella striscia di metallo orizzontale sullo stesso speaker, con il power a sinistra e volume +/- a destra. Qui ho notato una piccola pecca dal punto di vista ergonomico, perché la pressione necessaria ad azionare i tasti sposta il diffusore, a meno che non lo si tenga ben stretto con tutta la mano. Per questo motivo il telecomando risulta decisamente più comodo per modificare il volume, anche perché contiene dei controlli aggiuntivi come il mute o il cambio traccia.

bower_wilkins_mm1-3

A parte una breve prova con Spotify via jack 3,5mm su MacBook, ho voluto valutare la resa dei B&W MM-1 principalmente via USB con il loro DAC integrato, eseguendo poi una comparazione con il mio attuale setup, ovvero DAC DragonFly 1.2 (recensione) più il set 2.1 Creative T6 Series II (recensione). Iniziamo col dire che il DSP di questi diffusori Bower&Wilkins riesce a far suonare molto bene anche i brani in streaming compressi, ripulendo il suono e restituendo una buona scena in termini spaziali. L'assenza di un subwoofer si avverte principalmente perché i bassi mancano di corpo e tendono ad essere piuttosto costretti rispetto ad un sistema 2.1. La resa complessiva non è affatto malvagia ma è inevitabile che il suono risulti un po' inscatolato. Sono comunque passato a brani in FLAC con più alto bitrate per valutare la resa del DAC e, in tutta sincerità, non mi ha convinto.

bower_wilkins_mm1-13

Le tracce vocali sono particolarmente enfatizzate e, complici dei medi un po' sottotono, vengono fuori come se fossero quasi scollate dalla musica. I bassi appaiono vicini, secchi, così come le percussioni, precise ma con poca dinamica. Inoltre sembra che vi sia una specie di "limitatore", che subito dopo il crescendo tende a deludere nell'impatto delle fasi più ritmate di un brano. Il sound ha una bella timbrica calda, che in generale si ascolta con molto piacere, specie a volume contenuto. Quando però iniziamo a chiedere di più vengono fuori i limiti di questi diffusori, che sono ottimi compagni per un tappeto musicale godibile, ma non riescono ad emozionare a dovere quando gli si chiede qualcosa in più.

bower_wilkins_mm1-macbook

Conclusione

Dopo averli desiderati per così tanto tempo, mi aspettavo qualcosa in più dai diffusori Bower & Wilkins MM-1. La prima mezz'ora in loro compagnia è stata una gioia, perché ho potuto apprezzarne la costruzione ed il bellissimo design, che dal vivo sono decisamente più impressionanti che in foto. Sono indubbiamente prodotti di qualità elevatissima e che impreziosiscono la scrivania, ma dal punto di vista audio non valgono la metà dei 400€ che costano. Non dubito che se ne possa essere appagati, dopotutto sono bellissimi e non deludono per un ascolto musicale senza impegno, magari a basso volume e con sorgenti di qualità media. Tuttavia il prezzo ci induce a confrontarli con soluzioni che rendono decisamente meglio sotto tutto i punti di vista. Purtroppo le B&W MM-1 pagano troppo l'assenza di un subwoofer ed un processing digitale fin troppo aggressivo, che enfatizza fin dove può e poi perde pressione proprio quando è più necessario, semplicemente perché non ce la fa. Suonano proprio male? No, per un paio di casse di questa dimensione il senso spaziale non è malvagio, ma il suono risulta troppo inscatolato, specie nelle frequenze medio/basse. Capisco che ci si possa innamorare di diffusori così eleganti e ben fatti, e che non essendo troppo esigenti potrebbero anche soddisfarci, ma vi consiglio di spendere diversamente i vostri soldi. La mia attuale accoppiata, citata qualche paragrafo prima, ha un suono molto più preciso, ricco, aperto e dinamico, per non parlare dei bassi dovuti al subwoofer. In sintesi, vedo le MM-1 come compagne ideali di chi è attento prima di tutto al design e al prestigio, ma le sconsiglio a chi ricerca un'elevata qualità audio anche a costo di spendere cifre importanti: qui otterrete la seconda cosa, ma non la prima.

PRO
+ Design elegantissimo
+ Costruzione eccellente
+ Ottima distribuzione di tasti e connessioni
+ DAC integrato
+ Telecomando in dotazione
+ Buona resa con volumi contenuti e brani in streaming

CONTRO
- Il suono è inscatolato, con bassi deludenti e medi sotto tono
- Manca di dinamicità
- Sfruttando il DAC il top in metallo raggiunge subito i 42°

DA CONSIDERARE
| I tasti laterali sono scomodi da premere, meglio usare il telecomando