La WWDC 2016 è ancora ad alcuni giorni di distanza, ma a quanto pare Apple ha deciso di sparare in anticipo qualche botto. A sorprendere maggiormente, peraltro, è il fatto che le novità principali riguardino proprio gli sviluppatori, al centro dell'imminente conferenza annuale. Si parla di App Store, croce e delizia tanto per i dev indipendenti quanto per i grandi nomi, con ottime possibilità di monetizzare le proprie creazioni ma prestando attenzione a non violare le talvolta rigide regole di approvazione. Il passaggio di consegne tra Eddy Cue e Phil Schiller lo scorso dicembre sembra aver già sortito alcuni effetti positivi. La specializzazione di Schiller nel marketing aiuta di certo, nella ricerca del giusto equilibrio tra le parti (Apple, sviluppatori, utenti finali). Nel corso di questi mesi vari cambiamenti sono stati studiati in quel di Cupertino, che il buon Phil ha presentato nelle scorse ore a varie testate e giornalisti di settore, tra cui Jim Dalrymple di The Loop.

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Tre sono le aree in cui si sono concentrati in modo particolare gli interventi del team App Store. Il primo è relativo al già citato processo di approvazione: già a maggio si parlava di tempistiche ridotte e Schiller ha confermato questa tendenza. Se prima in media ogni sviluppatore doveva attendere 5 giorni per ricevere il via libera per la pubblicazione della sua app, oggi si è scesi a 48 ore nel 90% dei casi, arrivando anche a picchi fino a 24. Benché non scende nei dettagli, Schiller afferma che i metodi interni di verifica sono stati rivisti e snelliti, cercando comunque di non compromettere gli standard qualitativi. All'approvazione non si rinuncerà mai, così come almeno apparentemente non sono previsti ammorbidimenti per le regole in vigore.

Il secondo cambiamento è forse quello che verrà più gradito, relativo alla spartizione dei ricavi. Fino ad oggi, indistintamente per qualsiasi ambito e tipologia di pagamento, Apple ha previsto un rapporto fisso 70:30 (70% sviluppatore, 30% Apple). Con la crescente presenza di app e servizi basati su abbonamenti periodici, però, questa situazione stava diventando stretta a grandi e piccoli nomi. Schiller ha dunque annunciato un nuovo step di spartizione: dopo il primo anno a 70:30, per ogni utente che rimarrà abbonato all'app/servizio si passerà a un rapporto 85:15, aumentando così il guadagno dello sviluppatore. Ma i cambiamenti non si fermano a ciò, dato che verrà offerta una maggiore flessibilità nella gestione delle sottoscrizioni. Si potranno creare anche per gruppi di app e non solo singolarmente, potranno decidere di stabilire prezzi diversi da nazione a nazione, effettuare in autonomia operazioni di upgrade o downgrade dell'abbonamento, così come aumentarne il costo (l'utente verrà però notificato prima e potrà non accettarlo, cessando così subito il vincolo) e nel caso limitarne l'impatto solo ai nuovi iscritti. Tutto quanto descritto sarà retroattivo, valido anche per le applicazioni già presenti sullo Store, di qualsiasi categoria (prima la formula delle sottoscrizioni era ristretta solo a specifici tipi).

La terza area comprende anche migliorie dirette lato utente. Apple aumenterà la visibilità delle app in primo piano, nascondendo automaticamente quelle già installate nel dispositivo. Sarà dato maggiore risalto anche alle singole categorie, e chi vuole condividere un buon prodotto coi propri contatti potrà farlo attraverso una nuova opzione con 3D Touch sull'icona dell'app. Infine, in linea a quanto già avviene in negozi digitali concorrenti come Google Play, verranno permesse agli sviluppatori inserzioni pubblicitarie per far conoscere i propri software, come si può vedere nell'immagine più sopra. Vi sarà una sola sponsorizzazione, opportunamente contrassegnata, in cima dopo ogni ricerca sullo Store. Per dare a tutti una possibilità, in One Infinite Loop hanno pensato a un sistema di aste elettroniche senza minimi: lo sviluppatore che offrirà di più avrà a disposizione il blocco pubblicitario per il periodo previsto. Saranno comunque poste limitazioni, tra cui il divieto di alterare l'inserzione (si baserà sulla descrizione già presente nell'App Store,) promuovere contenuti esterni alla piattaforma, raccogliere dati personali dell'utente e mostrare le pubblicità a utenti minori di 13 anni.

Le modifiche riguardo approvazione e ricavi stanno già per entrare in vigore, mentre le inserzioni saranno inizialmente ristrette ai soli Stati Uniti e osserveranno un periodo Beta nel corso dell'estate. Un effetto Schiller, già accennato in un altro articolo, che si sta dunque facendo sentire, cambiando anche in modo profondo un ecosistema che nel corso degli anni si è basato più su piccole implementazioni che su stravolgimenti. Rimangono comunque alcune richieste non soddisfatte, come la possibilità di offrire le app in modalità trial con funzionalità complete per un periodo limitato e di proporre aggiornamenti a pagamento alle app già esistenti senza dover fare una pubblicazione separata. Inoltre permane la stranezza della presentazione in anticipo rispetto la WWDC: sicuramente ne riparleranno durante il keynote, ma sarà difficile venire a conoscenza di ulteriori dettagli visto che tutto è già noto in merito e l'effetto "wow" che avrebbe suscitato negli sviluppatori in sala è da considerarsi ormai perduto. Potrebbe però significare che tali migliorie, per quanto importanti, siano ritenute da Apple meno prioritarie rispetto a quanto mostreranno lunedì, tornando così a far aumentare l'hype. Questione di meno di una settimana e tutto sarà finalmente più chiaro.