Fino a qualche anno fa era un nome noto perlopiù tra gli addetti ai lavori e i fan del settore, ma oggi Tesla Motors ha raggiunto un livello di notorietà che stanno diventando sempre meno coloro che non l'hanno sentita nominare almeno una volta. Da ambiziosa start-up, nel corso di 13 anni la creatura di Elon Musk è diventata il traino del profondo stravolgimento che sta avvenendo nel settore automobilistico. Non è ancora un colosso, ma ha ormai dimostrato di potersi permettere un confronto ad armi pari sia con le case storiche sia con le danarose new entry del mondo tecnologico che stanno preparando la discesa in campo anche tra le 4 ruote. Quanto promesso nel "Master Plan" del 2006 è stato quasi tutto mantenuto da Musk, e quel poco che ancora non lo è diventerà realtà a breve. Ora è tempo di un nuovo "Master Plan", che potrebbe davvero permettere a Tesla il salto di categoria nella produzione di massa.

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Il primo obiettivo è strettamente legato alle energie rinnovabili: elettricità e solare, combinando le due creature di Elon, Tesla e SolarCity, in un'unica entità come da fusione già annunciata alcune settimane fa. Prodotti che permettano l'indipendenza energetica a sempre più persone in qualunque parte del mondo, con la massima semplicità in fase di acquisto e gestione. Ciò consentirà inoltre a Tesla di sviluppare un secondo business di peso (le cui fondamenta già ci sono grazie alle serie di accumulatori di energia Powerpack e Powerwall già in commercio) in aggiunta a quello automobilistico, assicurandosi possibilità di guadagno anche nel caso l'altra divisione presenti periodi di flessione.

Tornando invece alla parte "Motors", i piani sono ben delineati: entro il 2017 il debutto sul mercato della Model 3, che continua a macinare preordini, poi un SUV compatto e un pick-up, con cui Tesla intende completare la sua gamma di auto. Con numeri più massicci in termini di unità vendute e un corposo miglioramento dei metodi produttivi, specialmente tramite l'automazione, il pensiero futuro di Musk si concentra su bus e camion. Per entrambi lo sviluppo è già stato avviato e si potrebbero avere maggiori dettagli sin dal prossimo anno. Tutti i nuovi veicoli, così come gli aggiornamenti di quelli esistenti, disporranno di sistemi di pilota automatico più avanzati di quelli attuali. Saranno dotati di capacità failsafe per far sì che la rottura di singoli componenti non possa comportare l'interruzione della marcia né la necessità da parte del guidatore di riprendere il controllo manuale. Molto del lavoro è previsto lato software, richiedendo tempo e verifiche approfondite prima di metterlo nei modelli di produzione; da lì, sarà ancor maggiore lo sforzo sul piano normativo, per rendere Tesla una tra le prime, se non proprio la prima, ad avere auto a guida autonoma completa. Fino al raggiungimento di tale obiettivo, e anche in virtù delle recenti polemiche in merito a un incidente fatale negli USA, il suffisso Beta rimarrà vigente per le funzionalità Autopilot.

Nella parte conclusiva del "Master Plan", Elon Musk ha spazio anche per il car sharing. Vi sarà un tradizionale servizio di auto a noleggio in alcune grandi città (paradossalmente, un punto in cui potremmo non dover attendere anni e anni prima di vedere l'Italia presa in considerazione, visto che Milano in particolare sta conoscendo un forte gradimento verso le soluzioni di sharing), ma l'anima dell'iniziativa sarà la condivisione da parte dei proprietari stessi, che grazie al pilota automatico non dovranno preoccuparsi di eventuali danni da parte dei noleggianti e avranno la possibilità di sfruttare i periodi di non utilizzo del mezzo per ricavare denaro, dapprima ammortizzando i costi di acquisto e manutenzione e poi potenzialmente andando pure in guadagno. Si potrà anche optare per una più semplice modalità stile Uber, in cui il proprietario agisce da conducente per il tragitto dei passeggeri paganti.

Tesla non tralascerà nulla al caso, dunque, e i prossimi 10 anni fanno intravedere una crescita esponenziale, con una proposta tecnico/commerciale completa che, a detta del suo co-fondatore, permetterà quasi a chiunque di possedere un modello della gamma. Un piano a cui tutte le rivali dovranno fare i conti, predisponendo adeguate contromisure. A partire da Apple, col suo segreto ma non troppo "Project Titan": come riporta The Information (a pagamento; free via Electrek), lo sviluppo sembrerebbe aver incontrato dei seri rallentamenti, al punto che in quel di Cupertino hanno già fatto slittare l'anno di rilascio dal 2020 al 2021. Un solo anno in più, ma che per una debuttante in un mondo pieno di giganti come Volkswagen e piccole agguerrite come Tesla rischia di costare molto caro per la buona riuscita del prodotto.