Una delle più grandi aspettative, poi disillusa dall’ultimo WWDC, era quella che voleva l’avvento di una nuova era per Siri, che facesse finalmente vedere al mondo cosa può veramente essere un assistente virtuale di quel tipo. Invece, se escludiamo un leggero miglioramento nell’intonazione vocale e l’apertura delle API a sviluppatori terzi, poco e nulla è stato fatto su quel fronte. Sia chiaro, nulla di definitivo è ancora detto. Infatti, il più dei miglioramenti nell’intelligenza artificiale di Siri, viene gestito lato server, e dunque potremmo ancora ricevere delle sorprese durante la presentazione di iPhone 7, all’inizio del prossimo autunno.

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Che Apple, così come tutto il settore IT, sia particolarmente in fermento sul fronte dell’intelligenza artificiale e del machine learning, è fuor di dubbio. Come spesso accade, Cupertino si è lanciata nell’acquisto di una startup che opera proprio in questi settori. Si tratta della compagnia Turi, fino poche settimane fa conosciuta anche come Dato, per il cui accaparramento sono stati investiti $200 milioni. Turi, oltre ad essere il nome della ex-compagnia, indica anche la principale soluzione per la quale Apple ha deciso di investire i suoi denari. Si tratta di una piattaforma di machine learning che aiuta gli sviluppatori nella progettazione di app con funzionalità di intelligenza artificiale, capace di scalare autonomamente attraverso degli algoritmi di autoapprendimento. L’intelligenza di Turi è in grado di fornire raccomandazioni rispetto a prodotti e servizi pubblicitari, di svolgere compiti di data-matching, di analizzare e catalogare i sentimenti espressi in rete e di prevedere i comportamenti delle persone mentre navigano sul web o nell’interfaccia di una applicazione. Non è chiaro come Apple andrà a sfruttare nello specifico tutte queste capacità, che ora fanno parte del suo know-how. Tuttavia, come segnala MacRumors, questa è solo l’ultima delle numerose acquisizioni nel settore dell’intelligenza artificiale, portate a termine di recente da Cupertino.

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Ad inizio articolo abbiamo citato Siri come piattaforma per la quale ci si aspetta un ampio margine di sviluppo, anche nel breve termine. Abbiamo già parlato di come la società VIV abbia messo carne al fuoco nel settore degli assistenti virtuali, e sicuramente anche nei laboratori di Cupertino si sta lavorando su quel fronte. D'altronde Siri potrebbe non essere l'unica piattaforma a ricevere i benefici di tutto questo know-how. Se si parla di algoritmi di riconoscimento e previsione, può venire naturale pensare al processo svolto da un sistema di guida autonoma, che deve essere in grado di distinguere ciò che gli sta intorno e prevedere le evoluzioni dell'ambiente di cui fa parte. Che sia questa una delle destinazioni degli investimenti fatti da Tim Cook e soci? Rimane solo un'ipotesi. Ciò che invece è sicuro è che la potenza di calcolo non basta più a migliorare le nostre macchine, abbiamo bisogno di un software sempre più intelligente, ed è in questa direzione che tutta la Silicon Valley sta puntando.