Pochi giorni fa abbiamo riportato una notizia che verteva sull’accordo di licenza stipulato tra Intel e ARM, consentendo al colosso di Santa Clara di avviare la produzione di chip basati sull’architettura più diffusa in campo mobile. Sui blog di settore si sono immediatamente rincorse voci e speculazioni riguardo le future mosse di Apple, e dunque ai microprocessori che equipaggeranno iPhone e iPad negli anni a venire. Attualmente i chip A9 e A9X, montati sugli ultimi device, sono sviluppati internamente da Apple e prodotti nelle fabbriche di partner (ma talvolta anche concorrenti) commerciali, quali Samsung e TSMC. In ambito Mac, invece, tutti i processori sono sia sviluppati che prodotti da Intel, lasciando ad Apple il solo onere di acquistarli e integrarli nelle loro motherboard, con tutte le limitazioni progettuali (nessuna voce in capitolo nello sviluppo) e temporali (non di rado l'attesa per i nuovi Mac si allunga causa ritardi sui processori) che ciò comporta.

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Esattamente lo stesso modus operandi verrà mantenuto con la prossima generazione di iPhone, in arrivo a settembre, e anche con i Mac di prossima uscita. Tuttavia, un report riportato sulle pagine di MacRumors, lascia intendere che Intel potrebbe diventare stretto partner di Cupertino pure in ambito mobile a partire dal 2018 per la produzione dei chip A12 con litografia a 10nm, mentre TSMC continuerà ancora a realizzare i chip delle prossime due generazioni A10 ed A11. Quanto detto è sicuramente una delle possibilità più verosimili per il prossimo futuro, rimane tuttavia da chiarire un aspetto: Intel si occuperà solo della produzione dei processori o collaborerà con Apple alla loro progettazione? Nel primo caso, la differenza per noi utenti finali sarà del tutto marginale, ma nel secondo potremmo parlare effettivamente di chip made by Intel, o quantomeno in partnership with… Il contributo del colosso di Santa Clara potrebbe essere significativo e non solo relegato a questioni commerciali. Inoltre, siccome anche i prossimi chip dedicati alla connettività saranno sviluppati da Intel, chissà che non assisteremo ad una ancor maggiore integrazione dei vari componenti in un unico microprocessore, con ulteriore risparmio di spazio sulla scheda logica.

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Questa settimana però, anche John Gruber ha voluto dire la sua sul tema dei processori, stavolta volta in ambito Mac. Sul suo blog Daring Fireball, Gruber ha voluto riportare alla luce un vecchio rumor che indica per il 2017–2018 un sostanziale cambio di rotta nell’approvvigionamento dei processori x86 destinati ai Mac. Secondo la fonte riportata, gli elevati costi dei processori Intel non vanno proprio giù alla casa della mela, dunque le intenzioni sarebbero quelle di realizzare una famiglia di SoC personalizzati in partnership con AMD, esattamente come fanno Sony e Microsoft in ambito console. La principale rivale di Intel già rifornisce Apple per quanto riguarda il settore delle schede grafiche, ed ha appena presentato la sua nuova architettura Zen, che promette (sulla carta) di colmare quel gap tecnologico con la casa di Santa Clara che si era formato negli ultimi anni. Rimane anche aperta un’ultima possibilità, davvero intrigante, ovvero la realizzazione di sistemi in grado di funzionare sia con istruzioni x86 sia ARM. Il mondo di possibilità che si aprirebbe sarebbe davvero vasto, ma al momento rimaniamo nel campo delle speculazioni, peraltro molto azzardate.