Giustizia, per il momento, è fatta: Apple non dovrà pagare la somma di 625 milioni di dollari a VirnetX per la presunta violazione di brevetti legati a FaceTime e iMessage. Lo ha deciso il giudice Robert Shroeder della Corte distrettuale di Tyler in Texas, a cui la casa di Cupertino si era appellata contro la sentenza di primo grado che l'aveva vista soccombente.

iMessage

Originariamente la questione era stata discussa in un altro processo conclusosi, in prima istanza, nel 2012, con una decisione di condanna al risarcimento di 368 milioni di dollari per Apple, poi annullata in appello, nel 2014, per erronea istruzione della giuria. Nel frattempo VirnetX aveva però ampliato l'oggetto di causa reclamando la violazione di ulteriori due brevetti. Come riporta Macrumors, proprio a causa di questo precedente procedimento il giudice Shroeder ha annullato nuovamente la sentenza di primo grado, dichiarando che i giurati potrebbero essere stati inconsapevolmente influenzati dal giudizio antecedente. Un'altra decisione basata su circostanze processuali, che quindi non affronta il merito della questione, avvolta ancora da uno stato di dubbio. Lo scorso maggio, la società texana aveva addirittura richiesto il blocco di iMessage e FaceTime sulla scorta della sentenza favorevole. Ora i due processi verranno separati e continueranno su due binari differenti; per il primo è stata già fissata un'udienza per il prossimo 26 settembre.

Nel frattempo, sul discorso Patent Troll, qualcosa comincia a muoversi negli USA, infatti la Corte Suprema ha previsto un procedimento più snello per le contestazioni sulle proprietà intellettuali. Aziende come Apple potranno adesso richiedere direttamente allo U.S. Patent and Trademark Office di decidere sulla validità dei brevetti, senza doversi incanalare in lunghe e insidiose cause davanti all'autorità giudiziaria.