Più volte, su queste pagine, abbiamo affrontato casi di "patent troll", cioè di società costituite al solo scopo di brevettare delle tecnologie che possano poi essere effettivamente realizzate da altre aziende, così da richiedere risarcimenti milionari. Una delle vittime preferite da questo tipo di società è sicuramente Apple, che in queste ore è risultata soccombente in una causa intentata dalla MobileMedia Ideas riguardo un brevetto relativo alla funzione di disabilitazione della suoneria di una chiamata in corso.

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Come riporta ArsTechnica, MobileMedia non è un patent troll qualsiasi, infatti tra gli azionisti di minoranza troviamo quote di Sony e Nokia, competitor dell'azienda di One Infinite Loop che indirettamente si sono trovate ad affrontare in giudizio. Inoltre la società è controllata dalla MPEG-LA che possiede brevetti legati alle tecnologie video digitali quali H-264, MPEG-2 e MPEG-4. La richiesta iniziale di MobileMedia, con giudizio instaurato nel 2010, era di 18 milioni di dollari e includeva la violazione di tre brevetti, due dei quali scartati nel corso del processo. La sentenza odierna della Giuria Federale del Delaware ha quindi condannato Apple al risarcimento della somma di 3 milioni di dollari.

Una decisione che non lederà minimante le casse di Cupertino ma che rappresenta l'ennesima affermazione di un fenomeno ormai largamente diffuso negli Stati Uniti. Molto probabilmente Apple ricorrerà in appello per cercare l'annullamento della sentenza, ma più in generale urge una riforma della legislazione in materia di brevetti che escluda o quantomeno limiti la possibilità di azioni del genere.