Durante questo 2016, sul web e anche qui su SaggiaMente non sono mancati rumor riguardo i futuri piani di Apple per la sua assistente virtuale Siri, sia dal punto di vista dell’ottimizzazione degli algoritmi, sia da quello della sua implementazione in nuovi device. Che ha Cupertino stiano puntando molto sulla demotica intelligente non è un segreto, e lo vediamo anche con la nuova app Casa di iOS 10. Però, a mio parere, iPhone non è il dispositivo ottimale per il controllo della nostra casa, in primis perché ci costringe a portarcelo dietro ad ogni spostamento (sarebbe davvero brutto non poter accendere la luce della cucina perché si è lasciato lo smartphone sul tavolino in sala), e poi perché si tratta di un dispositivo strettamente personale. L’esperienza di comandare i propri elettrodomestici attraverso iPhone non è ottimale nemmeno da un punto di vista psicologico: si ha l’impressione di dare un comando al proprio smartphone che a sua volta impartisce un ordine al dispositivo di turno. E in effetti è così che funziona, ma non è quello che noi vogliamo che sembri. Vogliamo che sia la casa stessa che ci ascolti e per farlo abbiamo bisogno di un punto di riferimento, un device che non sia di nessuno, ma sia a disposizione di tutti gli inquilini —anche degli eventuali ospiti — sempre in ascolto e pronto ad intervenire come un vero maggiordomo.

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Non è un’idea nuova, nei film di fantascienza questo avviene più o meno da sempre, e nella realtà la concorrenza ci sta provando. Amazon con il suo Echo, guidato dalla voce di Alexa, e il colosso di Mountain View attraverso il prossimo venturo Google Home. Oggi siamo qui a parlare dei piani di Apple, spifferati sulle pagine di Bloomberg. Secondo la testata il progetto di un dispositivo simile è partito oltre due anni fa, nei laboratori segreti di Cupertino, e sta giungendo ora nella fase di test del prototipo. Questo dovrebbe differenziarsi dalla concorrenza per l’utilizzo di un avanzato sistema di microfoni e speaker, oltre all'impiego di sensori per il riconoscimento facciale. Ora che il prototipo si trova nella fase di test, alcuni ingegneri lo starebbero testando all’interno delle loro case, così come è accaduto nei mesi precedenti il lancio del primo iPad e della nuova Apple TV con Siri.

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Se realizzare un device del genere non è un impresa impossibile per Cupertino, bisogna invece domandarsi quanto sarà smart l’intelligenza con cui dovremo interfacciarci quotidianamente. Se l’attuale Siri è un surplus, una scorciatoia per molte funzioni di iPhone, lo stesso non si può dire per un dispositivo come quello ipotizzato, dove il dialogo uomo-macchina dove essere veloce, fluido e soprattutto deve funzionare. Questa sembra essere la vera sfida che Apple necessiterà di superare, e se l'iniziativa di cui si parla è reale, le premesse sembrano esserci tutte. Mi riferisco nello specifico all’iniziativa “Invisible Hand”, ovvero un progetto di Apple atto a rendere Siri così intelligente da permetterci di comandare il nostro iPhone, in modo completo, solo con la voce. Una volta che Apple riuscirà in questo intento, la tecnologia sarà sicuramente matura al punto tale da poter essere integrata in un sistema per il quale Siri sia l’unica via di controllo. Probabilmente il lavoro in questo senso è già ad un punto avanzato e credo che il 2017 sia l'anno buono per vedere qualcosa muoversi veramente nel mondo dell'intelligenza artificiale e della demotica.