Oggi, 13 settembre, è finalmente giunto il momento del rilascio definitivo di iOS 10 e potete seguire questa guida redatta dal nostro razziatore per un effettuare un aggiornamento senza sorprese. Qui vogliamo invece parlare più nello specifico di una delle novità che porta con sé la nuova release di iOS, l’iMessage App Store. Questo nuovo veicolo per il download di applicazioni lavora in modo ibrido tra il sistema adottato per watchOS e quello classico dell’App Store e di tutti gli altri negozi virtuali per il download di applicazioni, messi in piedi da Apple. Ma lasciatemi spiegare meglio. Nel tradizionale App Store possiamo accedere al negozio, guardare la vetrina delle app, le classifiche, fare ricerche per categoria o per nome e scaricare infine ciò che più ci aggrada. Invece, quando vogliamo scaricare un’app per Apple Watch non abbiamo a disposizione uno store indipendente, in quanto ogni singola app è legata a doppio filo con quelle presenti sul nostro iPhone. Possiamo quindi scegliere che venga installata sullo smartwatch l’app companion a quella in scaricata su iPhone, in via del tutto automatica, oppure scegliere manualmente di quali app presenti su iPhone vogliamo la compagna anche su Apple Watch.

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Veniamo ora al nuovo iMessage App Store, perché l’ho definito un sistema ibrido? Prima di tutto va chiarito un punto: questo nuovo negozio esiste, anche in modo del tutto indipendente dal classico App Store. Per accedervi basta aprire iMessage e selezionare una conversazione (una compatibile con iMessage e non solo SMS), e cliccare sull’inconfondibile icona degli store di Apple che trovate nella parte alta della tastiera. Non siamo ancora effettivamente entrati nello negozio virtuale ma possiamo ora scorrere tra tutte le app (e sticker) che già possediamo. In basso a sinistra troviamo un’icona con quattro cerchietti grigi, cliccandoci accediamo ad una lista più compatta delle nostre applicazioni, che possiamo anche riordinare a piacimento. Quella che ci interessa ora però, è la prima voce: Store. Clicchiamoci e saremo dentro.

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È subito evidente che la somiglianza con il tradizionale App Store è totale, e dunque ci sentiamo immediatamente a nostro agio a navigare tra le varie app. Il tratto distintivo è sicuramente nella forma delle icone degli articoli qui presenti, che non sono un quadrato dagli angoli smussati come per le app di iOS, assomigliano di più ai rettangoli di quelle per Apple TV, ma in questo caso, a ben vedere sono delle vere e proprie ellissi. In alto troviamo due schede: Primo Piano, che è la vetrina degli articoli messi in mostra da Apple e Gestisci, dove, ancora una volta, troviamo la lista di app e sticker in nostro possesso. Qui finalmente si capisce perché ho parlato di store ibrido. Attivando lo slider in alto, sotto la voce Aggiungi app, diamo infatti la possibilità al sistema di aggiungere ad iMessage l’applicazione relativa a quella di iOS già presente sul nostro iPhone, esattamente come avviene per le app di Apple Watch. Tuttavia, le applicazioni non sono vincolate e necessariamente legate a quelle classiche di iPhone, siamo dunque sempre liberi di scaricarle in modo indipendente, tanto è vero che gli sticker (o adesivi) non hanno nessuna controparte nell'App Store di iOS.

Al momento sull’iMessage App Store vi è una discreta quantità di adesivi scaricabili, alcuni gratuiti, ma molti con prezzi che variano tra 0,99€ e 1,99€. Vi possiamo trovare anche dei semplici giochi come scacchi e una sorta di scarabeo, ovviamente da giocare insieme ai nostri contatti durante una "conversazione". Non mancano infine delle simpatiche utility che possono essere interessanti se sfruttate all’interno di gruppi, per organizzare gli impegni con amici e colleghi o presentare dei sondaggi ai propri interlocutori. Nei prossimi giorni avremo modo di vedere come l’iMessage App Store si espanderà  e quali altre chicche sapranno portare gli sviluppatori. Non stiamo parlando di nulla di rivoluzionario, anzi la maggior parte delle funzioni erano già disponibili da tempo su app rivali, grazie all’uso dei bot, come fa Telegram. Tuttavia a Cupertino, scegliendo di uniformare il processo di download di un’applicazione con quello già conosciuto da tutti, saranno probabilmente in grado di rendere queste funzionalità più appetibili ad una gran fetta di utenza.