Il caso #appletax torna alla ribalta per uno strano interesse mostrato da Italia, Austria, Francia e Germania ad una parte dei 13 miliardi di euro che la Commissione Europea ha chiesto all'Irlanda di riscuotere da Apple. Secondo quanto riportato dalla testata tedesca DW (via 9t05Mac), durante la riunione dell'Eurogruppo, il ministro delle finanze tedesco Jeroen Dijsselbloem ha "consigliato" ad Apple di essere pronta a pagare quanto richiesto dall'Unione. Peraltro, anche l'Italia, la Francia e l'Austria sarebbero dello stesso avviso.

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La motivazione di tale schieramento è sin troppo chiara: sfruttando il tax ruling e alla possibilità di attrarre tutti gli introiti in Irlanda, Apple potrebbe aver frodato i sistemi fiscali locali non pagando le imposte e le tasse per i beni venduti e i servizi offerti. Dunque, i quattro Paesi ritengono che parte di quei 13 miliardi di euro spetti a loro.

A mio avviso, l'unico dei quattro Paesi che non potrebbe avanzare richieste simili è proprio l'Italia che, accettando il concordato di 1.3 miliardi di euro con Apple, non può più ritenersi sua creditrice, avendo rinunciato a qualsiasi pretesa nei suoi confronti. Inoltre, vi è un'altra questione non di poco conto, relativa alla pretesa dei Paesi nei confronti dell'Irlanda: come quantificare quanto Apple non ha pagato a ciascuno di essi? E come chiederlo indietro, se non tramite un procedimento specifico innanzi alla Corte di Giustizia, che, peraltro, sarà già chiamata ad esprimersi sulla questione fra l'Irlanda e la Commissione? Peraltro, proprio da questo giudizio dipenderà non solo il concretizzarsi degli interessi dei quattro Paesi, ma anche il delinearsi degli scenari politico-fiscali futuri. Ad ogni modo, come sempre, vi terremo aggiornati sugli sviluppi della vicenda.