La vicenda Commissione Europea contro l'Irlanda ed Apple si complica sempre di più. Se al parere dell'organo esecutivo Tim Cook aveva già replicato sia sul sito internet aziendale che sui media irlandesi, il governo irlandese ha sempre glissato sul punto, sino ad oggi.

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Infatti, poco fa il ministro del tesoro irlandese Michael Noonan ha dichiarato che il governo appellerà il parere che intima all'Irlanda la riscossione di 13 miliardi di euro di tasse che, secondo i calcoli della Commissione, non sarebbero state versate da Apple in virtù di accordi fiscali che agevolerebbero la propria posizione sul libero mercato.

Già negli scorsi giorni, la questione è stata a lungo dibattuta politicamente: infatti, con una simile scelta, l'Irlanda rifiuta una grossa iniezione di liquidità nelle proprie casse statali, cosa che ha fatto storcere il naso ad alcuni esponenti politici locali (ma non al principale partito all'opposizione). A ben guardare, però, la scelta era quasi obbligata: qualora l'Irlanda non avesse appellato la decisione della Commissione, si sarebbe creato un "precedente" pericolosissimo per la stabilità dell'economia locale, visto che molte altre multinazionali con sede legale lì potrebbero decidere di spostarsi in altre nazioni.

Ad ogni modo, il Governo irlandese dovrà prima chiedere l'autorizzazione a ricorrere contro il parere della Commissione Europea al proprio parlamento, cosa che dovrebbe avvenire già nei prossimi giorni e il cui risultato sembra quantomeno scontato.