In questo mese di ottobre siamo in attesa di vedere se Apple presenterà una nuova lineup di quei Mac i cui aggiornamenti sono rimasti al palo, ovvero tutti ad eccezione dei MacBook, anche se poi caso vuole che proprio i processori destinati a quest’ultimi siano gli unici già disponibili sul mercato. Ma negli scorsi mesi i rumor più succulenti hanno riguardato la linea dei MacBook Pro, di cui c’è una fibrillante attesa anche per il presunto rinnovamento del design, con la presenza di una innovativa touchbar oled. Rimanendo sul discorso tastiera e dispositivi di input, 9To5Mac ha appena rilasciato un’interessante rumor che vuole Apple in trattativa con Sonder Design, una startup australiana ora facente parte della holding Foxconn. La notizia dei contatti con Apple è inizialmente pervenuta da fonti vicine alle compagnie in questione e poi è stata confermata dalla stessa Sonder che ha anche ritwittato la notizia del portale iDrop News.

Sonder è specializzata nella progettazione di una tastiera dinamica, dotata di tanti display E-Ink, uno per quasi ogni tasto. Non credo ci sia nemmeno di bisogno di elencare le infinite possibilità che una soluzione del genere offrirebbe. I professionisti potrebbero sfruttare in modo molto produttivo la dinamicità della tastiera in grado di variare le informazioni mostrate sui tasti a seconda dell’applicazione aperta.

Anche i meno esperti, nell’uso di una nuova applicazione complessa potrebbero avere vita facile, almeno nello scoprire le varie scorciatoie per richiamare strumenti e funzioni. E poi il supporto multilingue, comprensivo di ideogrammi orientali, alfabeti esotici e set di emoticon. Infine la personalizzazione che si può spingere fino a livelli mai visti su una tastiera fisica, a cui invece siamo già abituati sui nostri smartphone. Quello di cui sto parlando è un prodotto pronto per la commercializzazione e già preordinabile sul sito di Sonder Design al prezzo di $199.

Il fatto che Apple abbia avuto contatti con questa realtà mi lascia ben sperare che a Cupertino non vogliano perdere un’occasione così ghiotta di portare qualcosa di fresco e utile anche nel settore meno remunerativo dei Mac. Una tecnologia del genere, combinata con un buon supporto da parte degli sviluppatori (e ad Apple questo non manca) può a mio parere portare risultati esplosivi, sia per l’utente medio sia, soprattutto, per chi fa uso di applicazioni avanzate.