Con l'iPhone 7 abbiamo assistito alla discesa in campo di Intel tra i fornitori di componenti per il telefono Apple, specificatamente nella sua veste di produttrice di chip per reti ultraveloci. Contrariamente ai rumor che hanno preceduto l'evento di settembre, però, Qualcomm è rimasta nei giochi molto più del previsto. Il ruolo attribuito ad essa per la nuova generazione di iPhone era relegato perlopiù al suolo americano, dov'è necessaria la compatibilità anche con le reti CDMA degli operatori Verizon e Sprint. Nella realtà la diffusione di questo dualismo è ben maggiore, ricordando quanto successo lo scorso anno quando i 6s avevano SoC spartiti tra Samsung e TSMC. Sempre analogamente a quanto successo nel recente passato, tra le due forniture ci sono delle differenze in termini di prestazioni. Dove le storie si divergono è nell'entità di queste differenze: nel caso degli A9 si trattava di variazioni pressoché ininfluenti nell'uso quotidiano, mentre stavolta rischiano di essere ben evidenti.

iphone7-vs-7plus-1

L'approfondimento è stato condotto dalla testata specializzata Cellular Insights, che ha comparato un esemplare di iPhone 7 Plus dotato di chip Intel XMM e un altro con Qualcomm MDM. L'aver adottato il Plus in luogo del modello normale non inficia sulla bontà del test, dal momento che entrambi usano gli stessi moduli di rete. Con apparecchiatura professionale, la redazione ha ricreato le condizioni di una rete LTE attiva su tre bande (una di esse è quella da 2.600 Mhz impiegata in Italia). Iniziando da una configurazione potente, con -85 dBm (decibel milliwatt), le prestazioni delle due unità sono virtualmente identiche. Riducendo la potenza per simulare l'allontanamento del terminale dalla cella trasmittente, però, le cose cambiano parecchio. La maggiore sofferenza del chip Intel si avverte con segnali tra -105 e -110 dBm, dove si arriva addirittura a differenze del 75%. Questo scenario si ripete in modo più o meno indistinto su tutte le bande testate: il grafico sottostante si riferisce nello specifico alla "nostra" banda 7.

iphone7intelvsqualcommband7

Dove con un segnale di media intensità l'iPhone 7 Qualcomm continua a ottenere velocità dignitose, ben sopra i 100 Mbps, l'iPhone 7 Intel arriva a poco più della metà. Per fortuna su segnali deboli la differenza diminuisce, pur mantenendosi la superiorità del comparto radio MDM, anche in termini di resistenza visto che riesce a rimanere collegato alla cella 4G in situazioni leggermente più critiche di quelle massime tollerate dall'XMM. Nel complesso, le variazioni medie tra gli esemplari testati si attestano attorno al 30%. Comparato con altri dispositivi, il modello Qualcomm viene battuto (e di parecchio, va detto) solo dal Samsung Galaxy S7 Edge, mentre il modello Intel è fanalino di coda superato pure dall'iPhone 6s in quasi tutti i test.

iphone7vsaltridispositiviinlte

Una situazione di cui non tanti si accorgeranno, se non nel momento in cui confronteranno i loro Speedtest con quelli di un amico, ma che comunque lascia un po' di amaro in bocca considerato che dai nuovi iPhone, pagati non proprio poco, ci si aspetta prestazioni al top praticamente sotto tutti gli aspetti, invece di vederli arrancare a confronto coi modelli precedenti. Ma del resto la situazione era già nota ad Apple e agli altri player del settore: Intel deve impegnarsi ancor di più se vuole raggiungere Qualcomm. A Cupertino, forti probabilmente di un buon accordo economico, hanno preferito anticipare il passaggio. Si può sperare ormai solo per il prossimo anno, in un chip di rete migliore e all'altezza di competere a tutto tondo con quelli rivali. Nel frattempo, se si è curiosi di sapere che variante di iPhone 7 si possiede, basta guardare l'identificativo sul retro: A1778 (normale) e A1784 (Plus) montano il comparto Intel, mentre A1660 (normale) e A1661 (Plus) presentano quello Qualcomm. Le probabilità che si disponga di quelli più lenti sono molto alte dalle nostre parti, ma come si suol dire mai dire mai.