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Le velocità delle connessioni internet via cavo stanno crescendo più velocemente che mai. Per fare un esempio, a Milano si è passati in pochissimo tempo da 100Mbps ad 1Gbps, e nei comuni raggiunti da tecnologia FTTC (fibra fino all’armadio di strada) si viaggia in molti casi 100Mbps, velocità un tempo riservata solo alla fibra ottica cablata FTTH (fibra fino all’appartamento). Tuttavia l’ultimo percorso dei dati è ormai destinato quasi sempre a viaggiare nell’etere piuttosto che su un cavo, e qui entra in gioco la tecnologia Wi-Fi, quasi onnipresente. Lo standard più recente di cui disponiamo oggi, arrivato sul mercato nel 2014, è chiamato 802.11ac. Questo è in grado di raggiungere velocità massime teoriche di 1,3Gbps ed opera nella banda di frequenza dei 5GHz. Per questo motivo nella maggior parte dei router si sfrutta la cosiddetta doppia banda, che affianca a questa quella nello spettro dei 2,4GHz, più affollata ma in grado di trasportare il segnale facilmente attraverso gli ostacoli.

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In questi giorni la Wi-Fi Alliance ha certificato il nuovo standard WiGig, o 802.11ad. Questa nuova tecnologia andrà a sfruttare frequenze ben più elevate, operando nello spettro dei 60GHz e sfrutterà il cosiddetto beamforming per indirizzare il segnale dove più necessario. In questo caso si parla di velocità massime teoriche nell’ordine di 8Gbps, quindi circa 1GB al secondo di trasferimento dati, andando a superare in condizioni ottimali la velocità offerta dalla connessione USB 3.1 gen 1, che arriva fino a 5Gbps. Proprio perché si lavora nell’ambito di alte frequenze, la distanza percorsa da queste prima che il segnale degradi non può superare i 10m, e la penetrazione di ostacoli fisici risulta piuttosto complessa. Per queste ragioni tutti i dispositivi che saranno dotati della possibilità di accedere ad una rete 802.11ad saranno altresì provvisti di un switch rapido e automatico, che in caso di allontanamento dal router passerà alle più tradizionali frequenze dei 5 e 2,4GHz.

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I primi prodotti dotati di tecnologia WiGig dovrebbero arrivare sul mercato durante il prossimo anno. Qualora le promesse fossero mantenute, in molti caso si potrebbe dire addio alla connessione Gigabit cablata anche per i NAS, perlomeno in situazioni non critiche e qualora il router non si trovi troppo lontano dal dispositivo in uso. Ma il nuovo standard potrà essere anche utilizzato per il trasferimento diretto di dati tra dispositivi, potendo virtualmente consentire stream di flussi 4K a bassa compressione e latenza tra lo smartphone e il monitor, oppure trasferire una grande quantità di dati tra due computer, senza necessariamente passare dal router.