Era dal lancio della Xbox One che circolavano le voci dell'arrivo di un prodotto di Microsoft per la visione e lo streaming di contenuti video. Quest'anno la cosiddetta Xbox TV sembrava ormai essere alle porte ed essere presentata nel corso della scorsa E3, secondo quanto riportava il ben informato Brad Sams (in sostanza, l'equivalente di Mark Gurman per il mondo Microsoft) nei giorni immediatamente precedenti alla fiera californiana. Effettivamente, secondo quanto emerso nelle scorse in un altro report, stavolta a cura di Windows Central, nei piani della casa di Redmond c'era proprio il lancio di un dongle stile Google Chromecast, in concomitanza con la presentazione della Xbox One S. Tuttavia, qualcosa ha fatto cambiare idea a Nadella e soci, convincendoli a rimandare o addirittura cancellare definitivamente il dispositivo.

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Il nome in codice del prodotto è "Project Hobart" e per l'appunto avrebbe dovuto essere uno stick HDMI dotato di un SoC una moderata potenza di calcolo, capace di far girare app e piccoli giochi ma anche di effettuare lo streaming dell'Xbox One su di un'altro televisore (in linea con le indiscrezioni di Sams), con un costo di $99. A quanto pare Microsoft aveva già ordinato la produzione di ben 300.000 unità in vista del debutto sul mercato, previsto a distanza di poche settimane dalla E3 2016.

Il mistero permane sul perché l'azienda abbia abbandonato il progetto: secondo la fonte, i rumors sulla Playstation 4 Pro avrebbero influito, anche se non è chiara la motivazione di fondo, visto che si tratta di prodotti completamente differenti e che nel 2017 arriverà Project Scorpio, evoluzione corposa della Xbox One, a scontrarsi con la nuova console Sony. Più logica invece l'ipotesi che la cancellazione del prodotto sia collegata a quella della Microsoft Band 3. È possibile che l'Xbox TV fosse stata progettata per sfruttare la versione IoT di Windows 10 e che, come per il bracciale, Microsoft abbia avuto problemi nell'adattare il sistema operativo a tale scopo. Come è noto, dopo il flop Lumia Microsoft sta rivedendo le sue strategie in campo hardware, quindi potrebbe aver deciso di optare su una strategia molto più vicina a quella Apple, concentrandosi sulla realizzazione di un numero limitato di prodotti rivolti soprattutto alla fascia alta di mercato, lasciando per il resto campo libero agli altri OEM (vedasi anche la cancellazione del Surface Mini).