Il design language – o, in italiano, linguaggio di design – è uno schema globale o uno stile che guida gli operatori di un settore a progettare beni secondo principi coerenti. Può essere applicato tanto all'architettura quanto alla produzione industriale di oggetti e, dall'avvento delle interfacce utente in campo informatico, anche per i sistemi operativi e, in più in generale, gli elementi grafici che permettono l'interazione uomo-macchina. Ad esempio, Aqua è stato per anni il design language di macOS (pardon, Mac OS X) e ha influenzato anche iOS, sino a che entrambi non si sono spinti sino allo scheumorfismo totale.

Con il lancio di Windows 8, Microsoft ha provato a dettare dei nuovi canoni per il design delle UI e, seppur l'interfaccia a tile si sia rivelata fallimentare in ambito desktop, il minimalismo portato all'esasperazione ha influenzato Apple e Google per la creazione delle nuove interfacce di iOS e Android. Secondo quanto riportato da Windows Central, in quel di Redmond si starebbe pensando a rivedere il design language di Windows con Project NEON.

groovedesign

Pare che il nuovo stile grafico sia codificato internamente con il nome di Metro 2: Metro (poi ribattezzato Modern ed, infine, Microsoft Design Language) era il nome in codice in fase di sviluppo dell'attuale design della UI di Windows. La portata dell'innovazione, secondo Microsoft, dovrebbe essere tale da migliorare l'esperienza visiva e l'ergonomia, arrivando a rappresentare un ponte fra gli ambienti desktop e la realtà aumentata. Ciò avverrebbe con l'introduzione di transizioni fluide, texture, illuminazione artificiale ed oggetti 3D. Chi dovesse essersi affezionato a MDL2, l'attuale design language di Windows 10, può dormire sonni tranquilli: NEON è costruito sull'attuale stile, non è stato pensato per sostituirlo definitivamente, a differenza di quanto accadde con Windows 8. Gli sviluppatori saranno liberi di aggiungere elementi NEON alle proprie app, ma anche di rimanere coerenti col il minimalismo di MDL2, anche se, secondo me, il rovescio della medaglia potrebbe essere poca continuità nell'esperienza dell'utente (che già ora si trova con app e finestre di diverso tipo).

I primi a poter testare con mano (e, nel caso si sia dotati di Hololens, l'espressione potrebbe non essere così peregrina) saranno gli iscritti al programma Insiders, che riceveranno le primissime build di Redstone 3 verso aprile/maggio 2017. Tutti gli altri, invece, dovranno accontentarsi di qualche elemento in Redstone 2, il cui rilascio è previsto per i primi mesi del prossimo anno, in attesa di vedere il nuovo stile correttamente implementato solo nel 2018 con Redstone 4: solo allora si potrà fruire degli sforzi di Microsoft anche in campo mobile e sull'Xbox One (o, forse, direttamente in Project Scorpio).