Ogni azienda guarda per il suo futuro a possibili ambiti di espansione, in aggiunta al periodico adeguamento di prodotti già esistenti. Come giustamente osserverebbe Capitan Ovvio, ciò vale pure per Apple. Anzi, a maggior ragione potrebbe valere per l'azienda di Cupertino, che mediamente entra in un nuovo settore con prudenza e studio, dopo svariati anni dalla passata offensiva, adottando più o meno sempre la medesima strategia: non creare, ma stravolgere il mercato già esistente. L'area più recente è quella degli smartwatch, dove sebbene forse non si può dire che gli Apple Watch abbiano creato una rivoluzione, è invece indubbio che godano di migliori fortune rispetto ad altre proposte del settore, a partire da Android Wear, che purtroppo stenta a decollare (e lo dico a malincuore in qualità di utente). A un certo punto, considerate le solite alte aspettative, diventa pressoché fisiologico chiedersi dove possa puntare Apple per allargare i propri orizzonti. Si è pensato parecchio alle automobili elettriche, ma forse nel corso di questi ultimi anni è stata la mela stessa a indicarci il suo prossimo obiettivo.

brevettoapplevr

In questo articolo di inizio gennaio avevamo fatto un sostanziale riepilogo delle varie mosse di Apple nel settore della realtà aumentata (erroneamente l'avevo accomunata a quella virtuale, ma come le piattaforme Holographic di Microsoft e Daydream di Google hanno mostrato, sono due esperienze ben distinte per realizzazione e finalità). Brevetti depositati, continua assunzione di personale specializzato, acquisizione di piccole aziende con tecnologie adatte allo scopo. Il più chiacchierone di tutti sulla questione, però, è proprio Tim Cook, che tra trimestrali e interviste ha spesso menzionato l'AR come area d'interesse: l'ultima manifestazione pubblica di ciò risale al mese scorso. Ed ecco che a mantenere viva la curiosità ci pensa il solito noto, Mark Gurman, su Bloomberg.

Nelle intenzioni, Apple starebbe considerando la realizzazione di un prodotto concettualmente non troppo distante dai visori Windows Holographic che Microsoft intende realizzare insieme ad altri produttori. Essi sono diversi dagli Hololens, prodotto sviluppato e commercializzato dalla stessa azienda di Redmond; se i primi dispongono di hardware e sistema operativo propri, gli occhiali in arrivo dipenderanno invece da un altro dispositivo principale, come un PC. Nel caso di Apple, il computer sarebbe sostituito dall'iPhone, a cui i visori verrebbero connessi in modalità senza fili e che si occuperebbe delle principali elaborazioni. Oltre a vedere l'ambiente attorno a sé, l'utente riceverebbe sulle lenti-schermo informazioni ed elementi grafici contestuali. Non è dato sapere nemmeno a Gurman, per ora, se oltre all'output è prevista pure la possibilità di input tramite rilevamento di gesti e movimenti, ma dubito che gli ingegneri di One Infinite Loop si lascerebbero sfuggire un'opportunità del genere avendo già l'occorrente in casa (leggasi PrimeSense).

La strada per la realizzazione, comunque, è ancora lunga e Apple sarebbe ancora in una fase esplorativa, avendo chiesto ad alcuni fornitori solo ridotte quantità di componentistica per i prototipi. Anche se arrivasse il via libera, inoltre, si parlerebbe almeno del 2018 per il debutto. Una mossa rischiosa, in un settore appena entrato nel vivo dell'azione e dal futuro imprevedibile (è da tempo che cercano di farci inforcare senza successo occhiali non convenzionali...), ma lo stesso valeva per gli altri mercati in cui Apple ha fatto il suo ingresso e le scommesse hanno ripagato. Vedremo più in là, dunque, se l'interesse dimostrato da Cook si tramuterà in qualcosa di concreto.