Era solo questione di tempo, del resto già i mockup quando ancora si parlava solo di indiscrezioni immaginavano un utilizzo del genere. A cosa mi riferisco? All'uso della Touch Bar integrata nei nuovi MacBook Pro come se fosse un Dock. Il vantaggio principale è ovviamente uno: a prescindere che si usino le applicazioni a finestra o a schermo intero, chi apprezza avere più spazio possibile a disposizione per i contenuti potrà fare a meno di richiamare il Dock di macOS per lanciare altre app, avendolo a disposizione in un'area separata. Le linee guida di Apple tenderebbero a scoraggiare soluzioni del genere, ma sono discorsi che valgono soprattutto per gli sviluppatori che pubblicano sull'App Store. Chi rimane all'esterno può invece sbizzarrirsi senza troppe remore, come ha fatto Julian Thayn con Rocket.

rockettouchbardock

Rocket si presenta inizialmente come semplice icona nella barra dei menu, con poche opzioni rapide. Per attivare la sua funzionalità principale occorre premere una combinazione di tasti. Due sono le visuali disponibili: la prima, quella predefinita, mostra le applicazioni in uso, fungendo così come una sorta di ⌘⇥ da Touch Bar permettendo di cambiare al volo (se si desidera solo tale feature, c'è anche un'altra app, TouchSwitcher). Se si vuole invece che agisca da Dock, basta premere sul tasto virtuale subito dopo "esc". Due i principali inconvenienti attuali: il primo è relativo alla combinazione di tasti, ⌘~, non replicabile direttamente sulla tastiera italiana. Nelle nostre prove non hanno funzionato né ⌘\ (quest'ultimo dalle nostre parti è posizionato sullo stesso tasto che negli USA prevede invece la tilde), né ⌘⌥5 (tali due tasti da soli generano ~).

Nell'attesa che Thayn integri la possibilità di cambiare scorciatoia, opzione già preannunciata per le future versioni, abbiamo trovato due soluzioni temporanee. Se si utilizza l'app Alfred ed è stato acquistato il Powerpack, allora basterà scaricare e installare con un doppio click questa estensione che abbiamo creato per far agire la combinazione di tasti ⌘\. Un'alternativa manuale e gratuita arriva invece tramite AppleScript. Avviamo Automator dalla cartella Altro del Launchpad oppure cercandolo con Spotlight. Selezioniamo una cartella in locale, ad esempio la Scrivania, e clicchiamo su "Nuovo documento". Nella successiva schermata, scegliamo "Servizio". Dalla colonna di sinistra, dunque, trasciniamo nell'area vuota adiacente l'azione "Esegui AppleScript", in cui andremo a inserire il codice sottostante:

tell application "System Events" to key code 50 using command down

rocketautomator

Per verificarne il funzionamento, premiamo sul pulsante Play: dovremmo vedere Rocket in azione nella Touch Bar. Se soddisfatti del risultato, salviamo quanto creato tramite File -> Salva. Il vero inconveniente di questa soluzione, almeno dalle nostre prime prove rapida, è che funziona solo tramite Automator e non andando ad impostare la combinazione da tastiera ⌘\ tramite il pannello di preferenze Tastiera / Abbreviazioni. Lasciamo ai lettori la facoltà di perfezionare questo spunto, se lo vorranno.

tastiera-combinazione-rocket

Tornando in conclusione a parlare degli inconvenienti, al contrario del primo, il secondo non è direttamente risolvibile e consiste nell'assenza di personalizzazione per la modalità Dock. Se si vogliono aggiungere o rimuovere le app, o ancora riposizionare le icone, va fatto col trackpad nel Dock classico di macOS. Vedremo se ciò verrà aggiunto alla roadmap, che comprende oltre al già citato cambio di scorciatoia anche l'avvio al login (che però si può aggiungere manualmente da Preferenze di Sistema / Utenti e Gruppi / Elementi di Login), l'accesso rapido alle cartelle/pile e la riduzione ad icona di tutte le finestre aperte. Per capire meglio il funzionamento di Rocket, disponibile gratuitamente (è possibile fare una donazione libera allo sviluppatore qualora si volesse), rimandiamo al video sottostante realizzato da 9to5Mac: