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Diciamoci pure la verità: i nuovi MacBook Pro sono stati accolti con un entusiasmo diverso rispetto ai precedenti aggiornamenti: vuoi per l'incompatibilità con molte periferiche Thunderbolt 3, vuoi per il prezzo elevato o vuoi per i processori di precedente generazione e la mancanza di RAM LPDDR4 (anche se la colpa è di Intel). Per di più, i MacBook Pro da 13 pollici hanno due porte Thunderbolt 3 che funzionano in maniera dissimile dalle altre. Insomma, sembra che i nuovi portatili di Apple siano stati lanciati in fretta, frutto di un compromesso che non ha convinto molti utenti, almeno sulla carta. Già, perché se il MacBook Pro da 13" base è stato disponibile sin da subito (e qui trovate la recensione di Maurizio), i modelli superiori sono in consegna in questi giorni a chi li ha ordinati al lancio. Oltre a diverse migliorie hardware (soprattutto nel MacBook Pro da 15"), i due portatili portano in dote la Touch Bar, un utile strumento per interagire in modo diverso con le app che la supportano. Apple, infatti, ha ritenuto opportuno implementare sui propri una simile soluzione in luogo degli schermi capacitivi, ritenuti più scomodi da usare per la produttività.

Se siete curiosi di provare la Touch Bar o se, invece, volete capire se i nuovi portatili fanno al caso vostro, Red Swater (software house nota per alcuni famosi programmi come Mars Edit) ha rilasciato Touché (via 9to5Mac), una leggera utility che mima l'uso del dispositivo su qualsiasi Mac, riproducendolo a schermo. Si potranno quindi sfruttare i benefici delle scorciatoie implementate da programmi come 1Password direttamente sullo schermo del proprio Mac, purché questo sia aggiornato all'ultima versione di macOS 10.12.1, la 16B2657. Attenzione: con le versioni del sistema operativo identificate da numeri di build precedenti a quello poc'anzi indicato, Touché non funzionerà.

Per chi, invece, vuol mimare l'uso della Touch Bar su iPad (che dovrà essere collegato al Mac tramite cavo USB), può rivolgere le sue attenzioni ad un'altra utility, Touch Bar Demo, i cui sorgenti sono distribuiti tramite GitHub e che, pertanto, richiedono di essere compilati in Xcode per generare l'app da installare sul proprio tablet.