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Ormai è da oltre un anno che il processo di fusione tra i due operatori Wind e 3 Italia sta andando avanti. Ne parlammo quando uscirono le prime notizie a riguardo ed ora, in seguito al via libera definitivo dell’antitrust europeo, un altro step del lungo processo è stato compiuto. Con un comunicato stampa congiunto CK Hutchison Ltd. e VimpelCom Ltd., rispettivamente azionisti di 3 Italia e Wind, hanno annunciato di aver completato la transazione per l’integrazione delle loro attività sul nostro territorio, attraverso la creazione di una joint venture. Nel comunicato vengono anche chiariti i nuovi ruoli delle persone chiave delle due ex società indipendenti. Maximo Ibarra, attuale CEO di Wind, andrà a guidare la joint venture, mentre il corrispettivo di 3 Italia, Vincenzo Novari, assumerà il ruolo di Special Adviser di CK Hutchison. Quello che più conta per noi utenti finali, e che emerge nell’ultima parte del comunicato, è che l’integrazione delle due infrastrutture avverrà nel corso del 2017. Inoltre, il nuovo operatore collaborerà con Enel Open Fiber per la fornitura di servizi di rete cablati.

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A mio parere la fusione di Wind e 3 non potrà che portare benefici a noi consumatori. In primo luogo i già clienti di uno dei due operatori si ritroveranno a poter sfruttare un’infrastruttura di più estesa e potenziata. Sappiamo bene quante e quali siano le criticità dei due provider: da un lato 3, compagnia più giovane che ha creato la sua infrastruttura da zero in anni relativamente recenti e pertanto con una copertura di rete non altezza dei concorrenti; dall’altra parte Wind che non riesce a raggiungere la concorrenza in termini di velocità in 3G e 4G, come testimoniano i dati di una recente ricerca svolta da OpenSignal.

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La fusione delle due infrastrutture porterà benefici non indifferenti offrendo ai consumatori una valida alternativa ai due big, Tim e Vodafone. Non solo, sul nostro territorio arriverà probabilmente un nuovo provider, Iliad. Si tratta di una compagnia francese, proprietaria dell’operatore Free Mobile, nota sul territorio d’oltralpe per essersi affermata con offerte low-cost molto aggressive. Vedremo se anche da noi Iliad riuscirà ad imporsi e a guadagnarsi una discreta quota di mercato come negli anni passati è riuscita a fare 3 e, più di recente, Poste Mobile, che però si differenzia per essere un operatore virtuale senza un’infrastruttura proprietaria.