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Per la Corte Suprema degli Stati Uniti, il metodo con il quale è stato calcolato il risarcimento del danno che Samsung deve corrispondere ad Apple è errato e, pertanto, dovrà essere ricalcolato. È questo il nuovo colpo di scena nel processo per la violazione dei brevetti di Cupertino da parte della società coreana.

Infatti, i giudici hanno determinato che il risarcimento non doveva essere calcolato sulla base del ricavo di ogni singolo dispositivo venduto, ma sulla base del valore del singolo componente con il quale si è effettuata la violazione.

Nel caso di un prodotto composto da più parti, il "manufatto" rilevante non è il prodotto nel suo insieme, così come venduto ai consumatori, ma potrebbe essere solo un componente di esso.

Così ha scritto in sentenza il giudice relatore Sonia Sotomayor, sottolineando, peraltro, il parere unanime della Corte. Il caso è stato riesaminato attentamente, visto che erano diversi decenni che la Corte Suprema non si pronunciava in materia di brevetti (i vantaggi di un sistema giudiziario con il precedente vincolante, nda). Ad ogni modo, essendo giudice di legittimità e non di merito, la Corte non può rideterminare il risarcimento del danno e, pertanto, ha rinviato il caso al Tribunale di primo grado affinché possa raccogliere ulteriori elementi di prova per la quantificazione degli importi da corrispondere. Chissà se esso si pronuncerà prima del prossimo Giugno, mese nel quale la Corte Suprema, invece, valuterà l'effettiva violazione dei brevetti. Chi fosse interessato ad approfondire l'argomento può consultare la sentenza per esteso.