Morire e poi risorgere. Molte fonti dicono che qualcuno circa duemila anni fa ci sia riuscito, ma questo è un argomento di discussione che sarebbe fuori luogo in una sede scevra da qualsiasi tipo di culto. Negli ultimi tempi posso però dire con sicurezza che la risurrezione stia avvenendo per uno storico marchio della telefonia mobile, ovvero Nokia. Iniziamo da un dettaglio fondamentale: l'azienda Nokia non è mai morta. Ha cambiato core business, si è posizionata più dietro le quinte del settore che aveva capitanato per diversi anni, ma è rimasta più viva che mai. A venire a mancare è stata la divisione smartphone, ufficialmente ad aprile 2014 (mese di completamento della vendita a Microsoft annunciata a settembre 2013), ma in via non ufficiale già ben prima. Oserei dire addirittura da settembre 2010, mese in cui Stephen Elop assunse la carica di CEO Nokia, dopo più di 2 anni in Microsoft nella divisione Office. Ciò che ne seguì è poi storia nota: la collaborazione con l'azienda di Redmond avviata a febbraio 2011 nacque sotto i peggiori auspici in borsa ed è finita ancor peggio, con Elop che qualche tempo dopo il ritorno in Microsoft ha ricevuto il benservito e la ritirata quasi totale dalla telefonia come OEM da parte del colosso. Ironia della sorte, ad aver incassato i minori danni si rivela essere proprio Nokia, che alleggeritasi di debiti e risorse ha nel frattempo lavorato al suo rientro in gioco.

Nokia-Logo

Nelle scorse ore è entrato in vigore l'accordo annunciato lo scorso maggio, restituendo agli smartphone finlandesi la loro anima indipendente. Le cose sono un po' cambiate, comunque, rispetto alla vecchia gestione: Nokia agirà un po' meno in prima persona, dando spazio a una nuova realtà, HMD. Non si tratterà di un mero accordo di licenza per marchio e brevetti, dato che la collaborazione tecnico/commerciale tra le due aziende sarà continua. HMD è ubicata in Finlandia e molti suoi dipendenti, a partire dal CEO Arto Nummela, hanno avuto un buon passato nella vecchia divisione smartphone di Nokia. Quest'ultima avrà inoltre un posto nel consiglio d'amministrazione di HMD e supervisionerà l'operato affinché vengano rispettati gli standard qualitativi che ci si aspetta dallo storico brand. La parte produttiva è invece affidata a Foxconn, che grazie agli iPhone si è guadagnata una nomea di partner affidabile per i grandi volumi (al di là delle spinose questioni sui diritti umani).

Sin da ora è chiaro che il principale errore del passato non si ripeterà. Nessun tentativo di procedere con piattaforme di propria creazione né tantomeno con sistemi operativi che hanno poca presa nel mercato. Si parla esplicitamente di smartphone Android entro la prima metà del 2017, realizzati con la qualità e l'affidabilità della tradizione Nokia. Sono già in corso i lavori con Google per ottimizzare l'esperienza d'uso ed effettuare le necessarie certificazioni per avere i vari servizi made in Mountain View, a partire dal Play Store. Progetti che sicuramente erano in cantiere ben prima di oggi, destinati a farsi trovare preparati proprio nel momento giusto. Il 31 dicembre prossimo scade infatti il vincolo che nell'accordo con Microsoft impediva a Nokia di rientrare nel settore smartphone. Da Capodanno in poi ogni giorno potrà essere quello buono per la presentazione, con l'istinto che dice praticamente a tutti di tenere gli occhi vigili sul prossimo Mobile World Congress 2017 a Barcellona.

Il ritorno della pagina "Phones" sul sito Nokia è una vittoria per tutti. Una vittoria per la storia della telefonia mobile, che riabbraccia una delle sue protagoniste. Una vittoria per gli utenti, che non si sono mai arresi moralmente al declino di Nokia nell'era iPhone. Una vittoria per il mondo Android, che guadagna finalmente quel partecipante che avrebbe dovuto esserci sin dall'inizio. Gli unici sconfitti sono Stephen Elop e Steve Ballmer, artefici di una delle collaborazioni col più alto tasso di mutua distruzione. Un ciclo di morte a cui è seguita una rinascita, e riprendendo il mito dell'Araba Fenice nel titolo ho voluto omaggiare Nokia come Finnica Fenice, in virtù delle sue origini geografiche. Certo, la strada sarà lunga. Questo nuovo corso dovrà dimostrarsi all'altezza, con prodotti riusciti sotto ogni aspetto, incluso quello software (speriamo che l'esperienza Android rimanga vicina a quella stock, senza eccedere in eventuali "rivisitazioni storiche" dal retrogusto Symbian). Oggi le rivali sono molteplici, se la vecchia Nokia era stata sostanzialmente sconfitta da Apple e Samsung, ora avrà a che fare pure con altre realtà come l'irrefrenabile Huawei, la coppia Lenovo/Motorola e la stessa Google, che coi Pixel ha deciso di scendere in campo personalmente. Vedremo come andrà, per ora dal profondo del cuore mi sento solo di dire: bentornata, Nokia.