Il 2017, per gli amanti della cronaca giudiziaria, è iniziato in maniera davvero scoppiettante: dopo il caso Apple vs. Samsung ritornato in Corte di Appello, la nuova guerra dei brevetti Nokia vs. Apple e il recente sequestro di prodotti Samsung in Italia, ecco che qualche ora fa Apple ha dichiarato di aver citato in giudizio Qualcomm per la "modica" cifra di 1 miliardo di dollari.

La causa prende le mosse dalla conclusione dell'indagine della Federal Trade Commission americana, la quale ha a sua volta fatto causa a Qualcomm per le pratiche anticoncorrenziali: infatti, secondo l'ente, il colosso dei chip obbliga i produttori di dispositivi mobili a pagare royalties "sproporzionatamente alte" per la licenza d'uso dei propri brevetti. Questi brevetti, per la loro particolare importanza (visto che su di essi si basa un intero settore produttivo) dovrebbero essere coperti dalla licenza FRAND e, pertanto, tutti i competitor dovrebbero sfruttarli a pagando licenze dai costi più che contenuti. Qualcomm, invece, chiede contributi decisamente più alti dei detentori di altri brevetti (anche più recenti).

Secondo le stime di Apple, la società versa ogni anno a Qualcomm il quintuplo di ciò che paga in totale a tutti gli altri licenziatari. Per di più, il chipmaker non rispetterebbe ormai da tempo un accordo sottoscritto qualche anno fa con il quale si impegna a versare a Cupertino, a titolo di rimborso, una parte dell'incasso delle royalties, di modo da abbassare i costi di licenza. Il miliardo di euro richiesto, peraltro, sarebbe stato calcolato proprio sulla scorta dei mancati pagamenti.

Qualora le cose stiano davvero così, Qualcomm dovrebbe seriamente iniziarsi a preoccupare, visto che anche gli altri operatori del settore della telefonia potrebbero seguire le orme della FTC e di Apple per ridefinire gli accordi di licenza stipulati. Se, per di più, i brevetti saranno riconosciuti come riconducibili alla disciplina FRAND, il colosso dei modem mobili, il cui business è costituito per larghissima parte proprio dalle licenze, potrebbe vedersi ridimensionare le entrate in maniera consistente.