Si dice che nella vita l'unica certezza è costituita dalla morte. Al di là dei riferimenti terreni e fisici, questo vale anche per gli accordi commerciali. Possono essere di lunga, lunghissima data, ma la possibilità della cancellazione resta sempre dietro l'angolo. E non è detto che avvenga perché le due parti vadano in disaccordo. È il caso di Apple e Audible, azienda controllata da Amazon, che dal 2003 avevano in essere una partnership di esclusiva per la fornitura di audiolibri su iTunes. Col crearsi di un maggior mercato per questa tipologia di contenuti, i problemi per le due aziende sono arrivati nel corso del 2015, attraverso i reclami presentati alle autorità competenti in Germania dall'associazione locale di categoria per editori e librai.

Le rimostranze non sono passate sott'occhio all'antitrust dell'Unione Europea, che ha aperto indagini su Apple e Amazon per abuso di posizione dominante. In terra teutonica, si parlava addirittura del 90% del mercato audiolibri controllato solo da esse. Come riporta Reuters, dopo poco più di un anno le società hanno trovato un modo piuttosto semplice di chiarire la questione coi garanti coinvolti. Il 5 gennaio è stata infatti notificata sia alla Commissione Europea sia all'antitrust tedesca la cessazione dell'accordo di esclusiva vigente. Di conseguenza, non sussistendo più l'ipotesi di violazioni delle norme di mercato, da oggi ogni indagine pendente è stata ufficialmente archiviata. Sebbene le principali reazioni positive siano arrivate dalla Germania, la separazione consensuale ha effetto non solo in Europa, ma in qualsiasi parte del mondo dove vengono offerti audiolibri su iTunes.

Nessun rancore si è formato a seguito della risoluzione: parafrasando un po' i comunicati stampa delle ex coppie VIP, Apple e Audible sono rimaste ottime amiche. Quest'ultima ha tenuto peraltro a sottolineare a The Verge che continuerà a fornire audiolibri per i servizi multimediali di Cupertino, stavolta però in un regime competitivo in cui altre società del settore potrebbero spuntare commesse da Apple grazie a prezzi più vantaggiosi oppure la mela stessa potrebbe accordarsi direttamente con gli editori facendo in proprio. Vedremo se gli effetti positivi auspicati nel lungo termine dalle autorità europee avranno riscontro pratico.