L'adozione di nuove tecnologie è sempre un momento importante di transizione, tanto per l'azienda che la introduce quanto per l'ecosistema attorno ad essa, utenti inclusi. Quasi sempre l'abbandono definitivo dei precedenti prodotti non avviene subito, occorre del tempo per abituare tutte le parti coinvolte al cambiamento, ma è comunque un processo inevitabile. Ogni cosa ha un inizio e anche una fine. Coi suoi sistemi operativi, Apple è passata attraverso svariate transizioni. Non parliamo solo di quelle principali da 68k a PowerPC e da PowerPC a x86, ma anche delle secondarie, dai sistemi a 32-bit ai 64-bit. Mac OS X, come allora si chiamava, fece questo taglio in occasione di Lion, quando il requisito minimo divennero i Mac dotati di processore Intel Core 2 Duo. Per iOS, invece, la situazione è diversa. La variante a 64-bit è arrivata nel 2013 insieme all'iPhone 5s, ma i dispositivi a 32-bit non sono stati lasciati al loro destino. Certo, ci sono stati tagli (iPhone 4 con iOS 8; iPhone 4s, iPad 2 e 3, iPad mini 1, iPod touch 5G con iOS 10), ma non sono avvenuti a causa dell'architettura. Sia l'iPhone 5 che l'iPad di quarta generazione sono a 32-bit e supporteranno la prossima versione 10.3.

E se fosse l'ultima? Già a naso, la situazione per i due iDevice menzionati non depone bene. Entrambi hanno superato i 4 anni di militanza ed è lecito attendersi che Apple staccherà la spina, a maggior ragione se il piano fosse quello di tagliare una generazione di SoC all'anno, come ha suggerito lo stesso iOS 10 iniziando il supporto dagli A6. Un ulteriore indizio della sforbiciata in arrivo proviene dalla Beta 1 della 10.3. Nei precedenti rilasci era stato introdotto infatti un avviso mostrato all'apertura di un'app a 32-bit, riportando in modo generico come essa potesse rallentare il dispositivo. Come dall'immagine soprastante, pubblicata da 9to5Mac, Apple ha deciso di essere più esplicita sul vero nocciolo della questione: "l'app non funzionerà sulle future versioni di iOS", invitando lo sviluppatore dell'app ad aggiornarla per renderla a 64-bit.

Ammettendo con buone probabilità che iOS 11 vada a mettere iPhone 5 e iPad 4th gen fuori gioco, che necessità c'è di specificare che l'applicazione non girerà più nemmeno sugli altri dispositivi che verranno aggiornati di versione? Anche questo fa parte del completamento della transizione: nell'ottica di un alleggerimento del sistema operativo a favore dell'introduzione di altre funzionalità, anche il supporto software a 32-bit verrà rimosso. O 64, o niente. Del resto, gli sviluppatori erano di fatto già stati avvisati di prepararsi sin dal 2013; ancor più esplicito fu l'obbligo di includere per le app i binari 64-bit a partire da febbraio 2015. Si tratterà dell'ultimo avvertimento anticipato su questo "switch-off", valido anche per gli utenti che tutt'oggi utilizzano un dispositivo con SoC A6 e tengono alla compatibilità futura dei loro programmi preferiti. Vedremo se alla WWDC 2017 Apple darà la conferma definitiva.