I nuovi MacBook Pro hanno avuto parecchie vicissitudini nelle scorse settimane sul piano dell'autonomia effettiva, coi primi correttivi (e la rimozione dell'indicatore del tempo residuo) arrivati insieme a macOS 10.12.2. Questi non sono però bastati a Consumer Reports, che poco prima di Natale ha pubblicato i suoi risultati stroncando la batteria dei più recenti portatili di casa Apple. Da Cupertino non si è fatta attendere la risposta, sostenendo che i test interni riportano una storia diversa ma rendendosi disponibili a collaborare con Consumer Reports per capire le ragioni dei riscontri negativi. Come riportato da The Verge, oggi la storia potrebbe aver trovato una conclusione soddisfacente per entrambe le parti.

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Apple ha rinvenuto un particolare passaggio nella metodologia di test adottata da Consumer Reports, che prevede tra le varie cose la disattivazione della cache di Safari. L'azienda rimarca però che questa è una funzionalità nascosta, disponibile solo ottenendo accesso al menu sviluppatori, ed è ben poco probabile che gli utenti comuni vadano ad effettuare un'operazione del genere. Una volta identificata la causa, Consumer Reports ha effettuato di nuovo i test tenendo la cache abilitata, rilevando autonomie più in linea con le aspettative. A questo punto è lecito pensare che sia stata la testata ad aver sbagliato, utilizzando un'opzione raramente sfruttata. CR, però, sostiene che quanto effettuato è una prassi valida per qualsiasi computer, non solo sui Mac. La spiegazione deve aver convinto Apple, che dopo ulteriori verifiche in proprio ha confermato che il comportamento osservato disattivando la cache è a tutti gli effetti un bug, destinato ad essere risolto con l'aggiornamento 10.12.3. Dopo il suo rilascio, i test pubblicati a dicembre verranno nuovamente eseguiti, controllando la bontà delle correzioni applicate in quel di One Infinite Loop.

Pace fatta, insomma: una metodologia che tiene conto di impostazioni non rilevanti per il comune utilizzo quotidiano è forse discutibile (sarebbe stato meglio eventualmente rendere tale prova separata da quella principale), ma Safari e macOS hanno avuto la loro parte di responsabilità nella performance opaca. L'importante è che il rimedio arrivi a breve, insieme ad ulteriori bugfix generali, anch'essi di sicuro gradimento per il comparto energetico dei MacBook.