L'eterna sfida tra PC e Mac ha già avuto una fazione vincitrice sin dagli anni '90, almeno se guardiamo alla legge dei grandi numeri. Nel periodo che trascorse tra la prima e la seconda era Jobs, Apple conobbe un graduale declino che a metà della soprammenzionata decade stava per consegnarla definitivamente ai libri di storia, in cui Microsoft si guadagnava nel frattempo il suo posto grazie al successo di Windows e alla penetrazione quasi totale nel mercato computer col modello di licenza ai produttori (con mezzi oggetto di critiche e noti procedimenti antitrust). Dopo il ritorno di Steve, da Cupertino non hanno più cercato di competere direttamente sul fronte delle quote di mercato, bensì sul fronte tecnologico. Una strategia che ha dato i suoi frutti e reso i Mac le galline dalle uova d'oro per tanti anni, accalappiando la fascia alta di mercato mentre gli altri OEM come Dell e HP si davano battaglia nei segmenti più economici. Il trend è continuato anche dopo l'inizio del declino per il settore PC, tutt'oggi in corso.

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Man mano, però, le cose sul fronte PC sono cambiate. Da 7 in poi, Windows è cresciuto molto per cura e affidabilità e i produttori di computer hanno puntato sui medesimi obiettivi, con serie parecchio riuscite come i Dell XPS 13. Un necessario innalzamento dell'asticella in un mercato che ormai guarda meno ai volumi di massa e più alla qualità: sostanzialmente significa giocare nel terreno di solito favorevole ad Apple. L'attacco sta dando i suoi frutti, visto che nel corso della presentazione della seconda trimestrale fiscale 2017 (terminata il 31 dicembre insieme all'ultimo trimestre solare 2016), Microsoft ha annunciato fieramente come le licenze di Windows siano cresciute del 5% proprio grazie all'attenzione che gli OEM stanno dedicando alla fascia "premium", ottenendo solidi riscontri nelle vendite agli utenti finali. Un risultato a cui l'azienda stessa di Redmond nel suo piccolo sta contribuendo attraverso i prodotti Surface.

Guai in vista per Apple? Ovviamente sarebbe facile lanciarsi in qualche predizione del tipo "la mela è spacciata". I tempi della Apple di Gil Amelio sono ben lontani, per fortuna. Ma la situazione non può altrettanto essere definita rosea: già da un anno quei Mac che così bene guadagnavano in un settore discendente hanno cessato di farlo. Il quarto trimestre fiscale 2016 ha segnato -17% alla voce ricavi nel raffronto con l'analogo periodo del 2015. La pubblicazione del Q1 2017 avverrà a giorni e tutti i fari sono puntati sui nuovi MacBook Pro, che nonostante abbiano catturato buone vendite al lancio si sono accaparrati anche attenzioni negative sia con le controversie espresse soprattutto proprio dall'utenza "pro" cui dovrebbe rivolgersi sia coi bug iniziali che in particolar modo hanno intaccato l'autonomia a batteria. Le più recenti analisi vedono Apple scivolare all'ultimo posto nella top 5 del mercato computer, superata anche da Asus. Tim Cook ha detto alcune settimane fa che i rinforzi per la gamma Mac arriveranno. Chiede fiducia, insomma. Staremo a vedere, anche se forse è meglio dire che la fiducia va riguadagnata più che richiesta.