Archiviata la pessima esperienza del Note 7, al quale è stata praticata l'eutanasia lo scorso 19 dicembre, Samsung ha concentrato le sue energie nello sviluppo del futuro top di gamma Galaxy S8, che dovrebbe essere presentato fra il 26 febbraio ed il 18 aprile. Il Galaxy S8 avrà il compito di stupire, sia se l'azienda coreana ha intenzione di continuare la serie Note o sia se vorrà farla dimenticare del tutto.

 

Proprio per questo, pare che l'estetica sarà totalmente rivisitata: a parte il confermatissimo display curvo, dovrebbe sparire il bordo inferiore e, così, per la prima volta, Samsung rinuncerebbe ai pulsanti fisici in luogo di un non meglio specificato pulsante virtuale (anche se, molto probabilmente, il rumor potrebbe riferirsi semplicemente a quelli standard di Android). Il bordo superiore, invece, sarà molto più sottile e ospiterà solo la fotocamera frontale, segno che nel Galaxy S8 potrebbe essere adottata la stessa tecnologia di audio ad induzione del Mi Mix, ovviamente migliorata rispetto a quella del concorrente, la cui qualità pare non essere elevata. Infine, il lettore di impronte digitali dovrebbe essere di tipo ottico e potrebbe essere spostato sul retro del dispositivo (soluzione, a mio parere, decisamente scomoda, soprattutto se il cellulare è poggiato sulla scrivania durante le ore di lavoro).

Lato software, invece, a questo giro pare che Samsung abbia voluto prendere esempio dalla modalità Continuum di Windows Phone, che permette di collegare il proprio smartphone ad un particolare dock per poi godere dell'interfaccia e delle funzioni desktop delle app in esecuzione. Samsung avrebbe quindi previsto un window mode, che permetterebbe di collegare, senza l'ausilio di altri accessori, il Galaxy S8 via cavo ad un monitor esterno e tramite Bluetooth a mouse e tastiera. Le app e l'interfaccia di Android verrebbero adattate per essere eseguite su un display più grande, proprio come se si utilizzasse un Chromebook un po' più particolare.

Se nel sistema di Redmond Continuum è rimasto relegato al Lumia 950 e al 950 XL, potendo sfruttare la sola suite di Office, la situazione nell'ecosistema Android cambia notevolmente, visto che quasi tutte le app hanno nel loro interno il codice per essere eseguite anche su tablet e sui portatili con ChromeOS. Sfruttando questa caratteristica, il passaggio dalla modalità mobile a quella desktop potrebbe essere conveniente per l'utente.

Samsung, quindi, gioca di anticipo sulla convergenza con una soluzione home made che sfrutta, molto probabilmente, il vanilla mode di Android Nougat, senza attendere che Google riveli i suoi piani sul progetto Andromeda. Resta da vedere quale sia la soluzione adottata per la gestione della memoria e delle risorse di sistema, visto che, i primi tester dell'allora Android N evidenziavano consumi energetici e di risorse di sistema molto elevati.