Da quando mi sono immerso nel mondo dei video ho imparato molte cose e devo ancora coglierne parecchie. Ottenere come file d’origine un’immagine più flat è stata una delle prime nozioni acquisite. Nonostante non ci siano regole assolute, con facilità si può affermare che un video meno contrastato e con colori più neutri, permette un maggiore controllo sul risultato finale. Con la A7 S Mark II (recensione) e i suoi profili colore piatti si può lavorare molto sul girato (anche se spesso si notato i limiti della registrazione a 4:2:0) e delle volte si perdono ore a ricreare il medesimo effetto o la stessa correzione. Proprio per questo motivo ultimamente trovo comodo l’utilizzo di una LUT sia per il color grading che per la color correction.

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Per dare una veloce definizione di cosa sia una LUT cito Carlo Macchiavello il quale afferma che:“Una LUT Look Up Table è praticamente una tabella, un preset che prende i colori di una immagine, di un filmato, e li corregge secondo i valori contenuti nello schema della LUT”. Potete pensate ad una LUT come ad un insieme di istruzioni che trasformano l'aspetto di un video. Semplificando ulteriormente – ma non dite in giro che l'avete letto da me – potete considerarli alla stregua di un filtro Instagram. Sul web se ne trovano molte pre-confezionate, ma spesso noto qualche caratteristica che non mi soddisfa per cui vorrei personalizzarle o crearne di nuove semplicemente, magari partendo da un preset di Lightroom. Questo è possibile? La risposta è sì e ora vi mostrerò come farlo.

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Per prima cosa bisogna lavorare su un’immagine di prova che poi dovrà essere importata nella libreria di Lightroom. Nel caso vogliate creare una LUT per un video, consiglio di estrapolare un frame dello stesso (con VLC menu video / schermata). Qui potremmo usare i tool che ci offre l’ottimo programma di Adobe. Io tra le prime modifiche viro i la tonalità di arancioni, gialli e verdi per eliminare quella patina verdastra comune a tutte le Sony. Oltre a questo correggo l’esposizione, il contrasto e aggiungo un po’ di saturazione. Queste sono le variazioni che applico al 90% dei video per cui trasformarle in una LUT mi risparmierebbe un sacco di tempo. Come vedremo più avanti si può lavorare su quasi tutti i parametri ma non su tutti, per cui alcuni effetti, come la vignettatura o la grana, non possono essere presi in considerazione. Nonostante questo il software ci dà un’ampia gamma di regolazioni.

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A modifiche concluse bisogna aprire il LUT Generetor di IWLTBAP (download), il quale permette di ricreare una Look Up Table da un’immagine in 2D. Il tool presenta una sola schermata e, per iniziare, si dovrà cliccare su “Generate a HALD”, in questo modo verrà creata un'immagine in formato PNG. Dopo averla aggiunta a Lightroom si ricopiano tutte le modifiche applicate all’immagine (o frame) di prova tramite la funzione “copia impostazioni di sviluppo”, facendo attenzione a deselezionare gli effetti dinamici come: nitidezza, riduzione del rumore, vignetting, grana e simili. Una volta fatto si esporta l’immagine in formato PNG senza compressioni oppure in JPEG con qualità al 100%. L’ultimo passaggio consiste nel dare in “pasto” l’immagine esportata al LUT Generator cliccando “Convert to CUBE”, in questo modo il tool analizzerà le differenza tra l’immagine campione di base e quella modificata e le traslerà in un LUT 3D in formato nativo “.cube”.

Dopo aver scoperto questo metodo relativamente semplice per creare LUT mi sono sbizzarrito e ho perso parecchio tempo davanti a Lightroom riscoprendo alcuni preset (come quelli di VSCO) che ormai avevo dimenticato. Considerando il tool molto utile, invito chi lo utilizzerà a rilasciare una donazione al suo creatore oppure ad acquistare il suo LUTs Color Grading Pack. So che una color correction debba essere differente per ogni singolo video, ma compendo l’utilità di avere una LUT che velocizza di gran lunga il lavoro, specie per trattamenti base che eseguo ripetutamente. Anche voi avete il mio stesso parere oppure preferite un altro workflow?